Regione Siciliana: insediata la cabina di regia per la legge “Liberi di scegliere”

Se la Sicilia strappa i figli alla mafia: la sfida di “Liberi di scegliere” entra nel vivo. Al via la cabina di regia a Palazzo d’Orléans voluta dal presidente Renato Schifani per rendere operativa la legge regionale n. 24 del 2025: un investimento da tre milioni di euro per offrire un’alternativa di vita ai minori provenienti da contesti criminali.

In data 29 marzo 2026, il contrasto alla criminalità organizzata in Sicilia segna un passaggio storico con l’insediamento della cabina di regia per il progetto “Liberi di scegliere”. La misura, prevista dalla legge regionale n. 24 del 5 giugno 2025, punta a scardinare l’ereditarietà del destino mafioso offrendo percorsi di emancipazione ai figli dei boss. L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente Renato Schifani, trasforma l’intuizione del magistrato Roberto Di Bella in un modello istituzionale strutturato, volto a dimostrare che lo Stato non interviene solo con la repressione, ma con la prevenzione e il recupero sociale.

Coordinamento e rete: il cuore della riforma

La vera novità risiede nella creazione di una struttura di coordinamento che unisce assessorati, prefetture, università, scuole e ASP in un unico fronte multidisciplinare. “Ho voluto questa cabina di regia – ha spiegato Schifani – perché le norme, per diventare concrete, hanno bisogno di coordinamento, soprattutto quando coinvolgono una pluralità di enti e soggetti”. L’obiettivo è garantire che il minore che decide di allontanarsi dal contesto criminale d’origine trovi immediatamente supporto psicologico, percorsi educativi e opportunità lavorative, evitando il rischio di isolamento o ritorno nell’alveo della manovalanza mafiosa.

Investimento sociale e modello internazionale

Il governo regionale ha stanziato un fondo iniziale di tre milioni di euro, con l’impegno di incrementare le risorse attraverso variazioni di bilancio e fondi europei. Non si tratta di mera spesa assistenziale, ma di un investimento strategico per disinnescare il ricambio generazionale delle cosche. Il magistrato Roberto Di Bella ha espresso soddisfazione per l’adozione del modello in terra siciliana: “Ricevo richieste di informazioni non solo dall’Italia, ma anche dall’estero. Sono particolarmente felice del fatto che proprio in Sicilia sia la Regione stessa a creare gli anticorpi”.

Oltre l’emergenza: la costruzione della legalità

La sfida della cabina di regia sarà quella di gestire con costanza il trauma dello sradicamento culturale e affettivo dei minori coinvolti. Le équipe composte da assistenti sociali e psicologi lavoreranno per trasformare la legalità da concetto astratto a possibilità concreta di vita autonoma. Se l’esperienza si consoliderà come modello di riferimento nazionale, lo Stato avrà ripreso il suo ruolo di guida, sconfiggendo la mafia laddove essa appare come l’unico welfare possibile e offrendo una reale luce di speranza a chi è nato nell’oscurità del crimine.