Rubano una Fiat 500 con la chiave elettronica: inseguimento e tre arresti a Catania
Una banda specializzata nel furto di auto con tecnica OBD è stata fermata dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania nel parcheggio di un centro commerciale nella zona industriale del capoluogo. Tre catanesi – di 52, 24 e 36 anni, tutti con precedenti specifici – sono stati arrestati dopo un inseguimento ad alta velocità. La Fiat 500 rubata è stata recuperata e restituita al proprietario, che era ancora impegnato con gli acquisti.
A far scattare l’intervento è stata la segnalazione del responsabile della sicurezza del centro commerciale, che aveva notato alcuni individui aggirarsi in modo sospetto tra le auto in sosta e aveva allertato la Centrale Operativa del Comando Provinciale. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, i tre sarebbero arrivati nell’area commerciale a bordo di una Panda e, dopo diversi giri nel parcheggio, avrebbero puntato una Fiat 500 blu. Due di loro si sarebbero avvicinati al veicolo in modo guardingo mentre il terzo svolgeva il ruolo di palo. In pochi istanti avrebbero forzato la serratura con una chiave “spadino” e, una volta all’interno, avrebbero utilizzato la tecnica dell’OBD – un sistema che consente di interfacciarsi con la centralina elettronica del veicolo attraverso la presa diagnostica – riuscendo ad avviare l’auto e ad allontanarsi rapidamente.
L’inseguimento e l’arresto
Le “gazzelle” del Radiomobile si sono messe subito sulle tracce dei ladri, ricostruendo in tempo reale il percorso di fuga sulla SP 69 I. Durante l’inseguimento la Panda avrebbe tentato di rallentare le auto dei Carabinieri per permettere alla 500 di fuggire, poi avrebbe imboccato rapidamente un’altra strada per seminare i militari. A quel punto gli equipaggi si sono separati: mentre una gazzella seguiva la 500, le altre due hanno agganciato la Panda, bloccandola e identificando il 52enne e il 24enne a bordo. Il 36enne alla guida della 500 ha percorso a tutta velocità via San Giuseppe alla Rena, costeggiando l’aeroporto, superando altri veicoli e mettendo a rischio la sicurezza degli utenti della strada. Ha perso il controllo del mezzo andando a urtare contro un furgone che procedeva in direzione opposta. Nonostante l’impatto è riuscito a scendere dall’auto e ha tentato di dileguarsi a piedi tra le auto in sosta e la vegetazione circostante. L’area è stata circondata dalle gazzelle presenti sul territorio e i militari hanno battuto palmo a palmo la zona fino a scovare il 36enne nascosto tra la vegetazione.
I sequestri e la convalida
La perquisizione personale e dei veicoli ha permesso di sequestrare la strumentazione elettronica e le chiavi alterate utilizzate per il furto. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto di tutti e tre disponendo gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
