Comune di Catania: avviata task force interforze contro l’abusivismo delle guide turistiche

Catania, pugno duro contro le guide turistiche abusive: scatta la task force della Polizia Locale. Dopo l’allarme lanciato dalla VII Commissione Consiliare, l’amministrazione comunale avvia una serie di controlli mirati nelle zone di maggior afflusso per tutelare la legalità e la qualità dei servizi offerti ai visitatori.

L’amministrazione comunale di Catania ha varato un piano d’intervento straordinario per contrastare il fenomeno delle guide turistiche senza autorizzazione, che affollano il centro storico cittadino. L’iniziativa è scaturita dai lavori della VII Commissione Consiliare, presieduta da Erika Bonaccorsi, la quale ha evidenziato la necessità di tutelare sia i visitatori da informazioni non qualificate, sia gli operatori regolari dalla concorrenza sleale.

Cinquanta controlli nelle zone a rischio

Il piano operativo prevede l’esecuzione di circa cinquanta verifiche mirate presso le principali attrazioni monumentali e paesaggistiche della città. All’incontro programmatico hanno preso parte l’assessore alla Polizia Locale, Carmelo Coppolino, e il Comandante Diego Peruga, i quali hanno avviato un confronto tecnico per rafforzare la sorveglianza sul territorio. La Polizia Locale ha già pianificato i primi interventi per accertare il possesso dei requisiti professionali e delle licenze previste dalla normativa vigente.

Legalità e tutela dell’immagine cittadina

L’obiettivo della task force non è solo repressivo, ma mira a salvaguardare l’immagine della città di fronte al crescente flusso di turisti. “Il lavoro sinergico tra Commissione e organi competenti rappresenta un segnale concreto di attenzione verso la legalità. Contrastare l’abusivismo significa difendere i turisti da frodi, ma anche proteggere il lavoro degli operatori onesti” ha dichiarato la presidente Bonaccorsi. La commissione ha inoltre confermato che l’attività di vigilanza sarà affiancata da campagne di sensibilizzazione rivolte ai turisti.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.