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giovedì 22 febbraio 2018

Cultura e Spettacolo

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La star del web all’Esc Dogana Club, sul palco Gianluca Vacchi

Un grande evento. Un personaggio unico, che divide ma che, da sempre, fa parlare e fa..ballare. Gianluca Vacchi ha scelto l’Ecs Dogana Club come prima tappa del suo tour mondiale. Uno spettacolo che promette di andare oltre la musica, grazie al “filosofo del mojito” fenomeno virale che si ama o si odia ma che, sicuramente, non lascia indifferenti.

Venerdì 2 marzo, a partire dalla 22, l’istrionico showman, vera e propria star del web, sarà on stage: al suo fianco anche Nicola Zucchi, dj del party di chiusura dell’Isola dei Famosi, del Gran Galà del Pineta all’Hotel Principe di Savoia a Milano, del party “Les Etoiles” durante il festival del Cinema di Venezia e di un ciclo di One-Night firmate Made in Italy a New York. Un party imperdibile a Land, la casa catanese musica.

Inviti omaggio per l’anteprima del film “Benvenuti a casa mia”

Dopo il grande successo ottenuto in patria, torna la banda di “Non sposate le mie figlie” con  il nuovo film “Benvenuti a casa mia”.

Jean-Etienne Fougerole è una figura di spicco della scena letteraria e mediatica francese. E’ uno scrittore intellettuale, sposato con una ricca ereditiera che vive totalmente distaccata dalla realtà. Durante un dibattito televisivo nel quale Fougerole promuove il suo nuovo romanzo, intitolato ‘Benvenuti a Casa Mia’, lo scrittore invita i ricchi e i benestanti ad accogliere nelle loro case i più bisognosi. Ma a un certo punto, il suo avversario lo sfida a mettere in pratica quello che suggerisce ai suoi lettori. In evidente imbarazzo, Fougerole accetta la sfida per non
perdere la faccia.

Ma quella stessa sera qualcuno bussa alla porta della sua suntuosa abitazione a Marnes-la Coquette…Da quel momento in poi le convinzioni della famiglia Fougerole saranno messe a dura prova!

Per i lettori di Cataniaoggi, sono disponibili degli inviti omaggio validi per due persone.

L'anteprima a Catania si terrà al The Space Belpasso giorno 20 febbraio alle ore 20.30 

clicca qui per la registrazione e scaricare l’invito omaggio.

 

Tre omaggi al grande maestro di Eisenach


Robert Lehrbaumer

Domenica 18 febbraio, alle 19, al Teatro Sangiorgi di Catania, per la stagione della Camerata Polifonica Siciliana, inserita nel cartellone “Un palcoscenico per la città” promosso dal Teatro Massimo Vincenzo Bellini, è in programma il concerto Bach Double – I concerti doppi di J.S. Bach che vedrà sul palcoscenico la Baroque Chamber Orchestra diretta dal maestro austriaco Robert Lehrbaumer, e i pianisti catanesi Graziella Concas e Roberto Carnevale.

Graziella Concas e Roberto Carnevale formano un sodalizio artistico nato quasi vent’anni fa per esplorare prevalentemente il repertorio barocco e classico e, quanto a Bach, hanno riscritto per due pianoforti opere concepite per clavicembalo, incentrando il loro lavoro sulla ricerca timbrica, il rispetto del fraseggio e delle articolazioni bachiane. Domenica 18 febbraio ogni brano del grande compositore e musicista tedesco, ancora oggi attuale, sarà introdotto dalla prima esecuzione assoluta di tre omaggi a Bach: tre preludi dei compositori catanesi Giovanni Ferrauto, direttore artistico della Camerata Polifonica Siciliana, Roberto Carnevale e Letizia Spampinato.

Entrée a la BWV 1060 di Giovanni Ferrauto che utilizza lo stesso organico del concerto che introduce. Il pezzo si apre con un pannello sonoro di carattere statico costruito mediante l’elaborazione della serie di suoni del nome Bach.  Gli episodi successivi utilizzano una tecnica di citazione con una forma e linguaggio inversi rispetto al modello bachiano: dai materiali del terzo movimento trattati in maniera “barocca” si trasla a quelli del secondo, contaminando via via il linguaggio per giungere infine ad una cadenza in stile dalla quale l’originale di Bach prende il via, senza soluzione di continuità.
Il preludio BWV1061 è l’unico dei quattordici concerti cembalistici bachiani a non essere un adattamento da modelli strumentali precedenti e ad esser privo dell’accompagnamento orchestrale (la versione con archi è una elaborazione di fine Settecento, ad impronta facoltativa). Nella sua breve composizione “1061”  Roberto Carnevale ha cercato di materializzarne una versione solo orchestrale (senza le tastiere) dove l’immagine sonora, traslucida, sembra evocarne l’essenza mai nata.

Il preludio al concerto BWV 1062 di Letizia Spampinato per due pianoforti e orchestra d’archi, vuole rendere omaggio al capolavoro di J.S.Bach per due pianoforti e orchestra d’archi,  un tributo al  capolavoro di Bach per due clavicembali, due violini, viola e continuo, trascrizione del concerto per due violini BWV 1043. L’autrice attua nel suo brano un’operazione di recupero, elaborazione e trattamento dei temi principali del primo tempo bachiano in forma di ostinato, procedendo poi con un intenso tappeto sonoro ricco di suoni armonici, dissonanze, trilli, staccati e accordi ampi, e con successioni cromatiche ritmicamente dilatate che rendono l’elaborazione intensa.

Al Teatro Massimo Bellini prima esecuzione assoluta di “Lucenti Aita” del compositore Mario Garuti

«Le mie ceneri voleranno oltre la nebbia / e ricadranno sulla terra fertile /di un mondo che mi amerà in eterno». Così canta Agata, martire splendente di luce, nell’inedita composizione di Mario Garuti intitolata appunto Lucenti Aita, che verrà eseguita in prima assoluta giovedì 1 febbraio alle 20,30 al Teatro Massimo Bellini di Catania. Come lo scorso anno, il Bellini partecipa alle celebrazioni in onore di Sant’Agata con un concerto speciale che prevede una creazione musicale dedicata alla figura dell’amatissima Patrona e appositamente commissionata ad un compositore di chiara fama. Per l’imminente anniversario del martirio agatino, il direttore artistico Francesco Nicolosi si è affidato al valore del musicista modenese, i cui lavori figurano da oltre trent’anni nei programmi di importanti teatri, istituzioni concertistiche e festival internazionali.

Opera della piena maturità è dunque Lucenti Aita, ritratto musicale in dieci stanze per soprano, voce recitante, coro e orchestra, musicato da Garuti su testo di Armando Lazzaroni, da un soggetto di Ezio Donato e dello stesso Lazzaroni, con ampie parti in lingua siciliana a partire dal titolo.

Il palcoscenico vedrà schierati l’Orchestra e il Coro del Bellini per una soirée musicale di alto spessore che impegna un cast di qualità. Sul podio il maestro Gennaro Cappabianca, il coro è istruito da Gea Garatti Ansini, nel ruolo vocale di Agata il soprano Beatrice Binda. Voce recitante è Ezio Donato, che cura inoltre la regia, per esaltare la cifra drammaturgica del racconto, che vede il proconsole Quinziano confessare il femminicidio della protomartire, rea di essere cristiana, ma più ancora di avergli negato i suoi favori. La maschera indossata da Donato è stata realizzata dalla Bottega Cartura. Solisti del coro i soprani Graziella Alessi, Aurora Bernava, Patrizia La Sala, gli alti Francesca Aparo, Antonella Fioretti, Antonella Guida, i tenori Giovanni Monti, Vincenzo Rendo, i bassi Daniele Bartolini, Maurizio Muscolino.

Come sottolinea l’autorevole musicologo Giordano Montecchi nelle note di sala: «Garuti ha scartato la convenzionale, fortissima tentazione di proiettare questa vicenda altamente simbolica, in bilico tra storia, fede e mitografia popolare, nella lingua ermetica dell’avanguardia, per la quale il sublime resta spesso pura velleità. Il compositore si è liberato di abiti e sovrastrutture ingombranti e ha scelto un registro, una lingua solidali a una nozione più autentica, vicina, condivisa di tradizione popolare. Il risultato è un “ritratto” musicale generoso, accessibile e permeabile all’emozione genuina, alla ricerca di quell’empatia fra autore e ascoltatore così latitante nell’odierna musica sedicente d’arte».

Il travaglio e il trionfo di Agata trovano così una nuova declinazione in un “ritratto” firmato da un autore dal percorso costellato di preziose affermazioni. Ospite abituale alla Biennale di Venezia come a Darmstadt, dove ha ottenuto lo Stipendienpreis e l’ancor più prestigioso Kranichsteiner Musikpreis, Garuti ha infatti continuato a fare incetta di premi, affermandosi nelle maggiori competizioni internazionali, quali il concorso Alban Berg di Vienna, quello di Hambach e il “Petrassi” di Parma.

Il suo portrait di Aita ci restituisce un’eroina antica e modernissima, che muore per seguire la libertà di fede e la scelta della castità, vittima di un uomo di potere, che vuole solo possederla, fino a macchiarsi di femminicidio. Un martirio consacrato dalla santità.

«Agata – spiega la storica Marinella Fiume sempre nelle note di sala – è simbolo complesso e di forte valenza semantica, una porta che ci consente di oltrepassare l’orizzonte del visibile. Ieri come oggi, Agata è Luce. Perciò resiste alla storia, si riattualizza nel rito, è capace di collegarsi al presente e all’attualità e farsi immagine tout court del Femminino sacro. Il ritratto musicale che questa Lucenti Aita ci consegna è ritratto d’Autore che, mentre attinge ad una tradizione, la reinterpreta legittimamente leggendola come uomini e donne del nostro tempo possono fare, evidenziando il forte legame tra la santa e la città già nel dialettale Aita e sintetizzando nella Luce della vera unica fede la pregnanza simbolica della figura Lucenti».

E su Agata come modello di donna uccisa per essersi rifiutata con il corpo e prima ancora con l’anima, resistendo con stoica fierezza, si sofferma il regista Ezio Donato, coautore del soggetto e voc recitante in scena: «Se dimentichiamo per un momento la tradizione agiografica e martiriologica, non abbiamo sufficienti notizie per sapere come veramente siano andati i fatti. Comincia con queste parole il lungo racconto con cui inizia l’opera Lucenti Aita. Per il soggetto, abbiamo immaginato la storia come un “noir”. Ricordate il film Viale del tramonto? Anche in Lucenti Aita, per tutta la prima parte del racconto non sappiamo chi sia il narratore. Ma alcuni indizi narrativi rivelano che sicuramente conosce molto bene la storia o per esserne stato un testimone diretto o per essere in qualche modo implicato nella torpida vicenda. Intanto si avverte che nel suo racconto, nelle sue parole c’è qualcosa di passionale, di morboso; e poi vengono fornite alcune precisazioni sulle decisioni che conducono Agata alla morte. Il giudizio del Tribunale di Roma condanna Agata non tanto perché cristiana ma soprattutto perché si rifiuta di riconoscere l’imperatore di Roma come un Dio che ogni cittadino ha l’obbligo di adorare… Ma c’è qualcos’altro che rende accanito il Proconsole… E qui si scopre la verità. Siamo sul finire dell’opera. Il narratore rivela il suo vero volto. Con un semplice trucco scenico si mostra come l’artefice della tortura e della condanna a morte di Agata. E’ Quinziano, dunque,  che narra la storia, per come lui l’ha vissuta. Nella sua incapacità e perversione di gestire una passione amorosa, almeno così dice, l’ha fatta uccidere perché ormai questa donna era diventata una parte di sé, una sua ossessione da cui doveva liberarsi. Il martirio e la morte di Agata diventano il primo caso storico di femminicidio raccontato dallo stesso assassino».

“Luci e Ombre al Monastero” percorsi guidati serali al Monastero dei Benedettini

Venerdì 2 febbraio si svolgeranno le visite guidate serali del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, un’occasione per conoscere e scoprire in notturna uno dei conventi più grandi d’Europa.

Dalle ore 20.30 alle 23.30 le guide di Officine Culturali accompagneranno gli ospiti all’interno del Monastero dei Benedettini: come in un viaggio nel tempo i visitatori si sposteranno dall’epoca dei romani fino ai giorni nostri ripercorrendo più di 2000 anni di storia. La visita guidata dura un’ora e un quarto circa nella penombra della notte tra sotterranei e giardini. Le guide descriveranno tutti gli ambienti e sveleranno i miti, le leggende e la storia controversa di un’architettura che è ostentazione del potere e del gusto dell’ordine cassinese.

In occasione della “Notte dei Musei”, nel mese di febbraio dedicata alle festività agatine, il biglietto per i tour guidati al Monastero dei Benedettini sarà ridotto per tutti i visitatori (5€ anziché 7€). Per la visita guidata serale è necessaria la prenotazione ai numeri 0957102767 | 3349242464 tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 17:00.

Al via la quarta edizione della mostra d’arte contemporanea “AgatArte”

Dal 2 al 13 febbraio l’associazione Onlus “Agata donna per le donne” e la galleria Arionte propongono presso la Chiesa Monumentale della Badia di S.Agata di via Vittorio Emanuele 182, la quarta edizione della mostra d’arte contemporanea “AgatArte” con 18 importanti artisti che doneranno le loro opere esposte per contribuire ad una campagna di prevenzione e cura del cancro al seno.

In occasione dell’opening, alle ore 18 del 2 febbraio, verrà presentato con gli autori Eliana Liotta e Paolo Veronesi il libro “Il bene delle donne”, il best seller vero e proprio manuale con indicazioni fondamenta li per affrontare con competenza e sicurezza i maggiori problemi dell’universo femminile.

“Il bene delle donne” è un libro, che si legge come un romanzo e si consulta come un manuale, dà alle lettrici le risposte agli interrogativi più comuni. Che cosa mangiare per dimagrire e allontanare ipercolesterolemia, diabete e patologie come il cancro? Quali check up fare a ogni età? Come proteggere le ossa? In che modo affrontare i disturbi ginecologici durante il periodo fertile e in menopausa? Pagina dopo pagina, si scoprono i collegamenti fra corpo e mente, neuroni e intestino, ormoni e appetito, cuore e stress. Un viaggio sorprendente nell’universo femminile anche per gli uomini, che troveranno una spiegazione alle differenze fra i generi, dalla sessualità al cervello.”

ELIANA LIOTTA, giornalista, scrittrice e divulgatrice scientifica, è l’autrice del best seller La Dieta Smartfood, la prima dieta europea con il bollino scientifico di un centro clinico e di ricerca: lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia. Per sette anni in RCS è stata direttore del mensile, del sito e della collana di libri OK Salute oltre che vicedirettore del settimanale Oggi, firma il blog «Il bene che mi voglio» su Io donna-Corriere della Sera e collabora con la società di consulenza The Boston Consulting Group per la diffusione della cultura Smartfood tra i dipendenti. Pianista, è consigliere di amministrazione dei teatri Dal Verme e Arcimboldi su nomina del Comune di Milano. Ha vinto l’edizione 2017 del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano.

PAOLO VERONESI è direttore della divisione di Senologia chirurgica allo IEO – Istituto Europeo di Oncologia ed è professore associato in Chirurgia all’Università degli Studi di Milano. La sua casistica è fra le più ampie in Europa, con oltre diecimila pazienti operate. Il suo contributo di ricerca e clinico è stato fondamentale per le innovazioni sviluppate allo IEO nel campo della chirurgia mammaria, tra le più importanti a livello internazionale. Presidente della Fondazione Umberto Veronesi e del XXXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO), è chairman della «Umberto Veronesi Milan Breast Cancer Conference». Relatore in più di 240 congressi, è autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche.

La presidente Sara Pettinato siglerà protocolli d’intesa con importanti istituzioni territoriali grazie ai quali verranno eseguiti controlli gratuiti periodici ad utenza particolarmente bisognosa.

Ad esporre 18 artisti che hanno deciso di donare il ricavato delle vendite per sostenere “AgatArt”, la campagna di prevenzione e cura ideata dal chirurgo-senologo Sara Pettinato presidente dell’associazione “Agata donna per le donne”: Gianluca Aiolo, Antonella Ludovica Barba, Jean Calogero, Carmen Cardillo, Piero Corpaci, Giacomo Failla, Raimondo Ferlito, Concetto Guzzetta, Jacò, Loris Liberatori, Fabio Modica, Rossella Pezzino de Geronimo, Benedetto Poma, Franco Politano, Iolanda Russo, Filippa Santangelo, Cristina Troufa, Antonio Zagame.

Moda “Lei, femminilesingolare” la nuova collezione wedding couture firmata Marco Strano

Nuovo anno, nuova collezione per lo stilista Marco Strano che domenica prossima 28 gennaio, ore 18, nella splendida cornice del Palazzo Manganelli a Catania presenterà la sua ultima collezione wedding couture “Lei, femminilesingolare”.

Una collezione in cui lo stilista catanese miscela con sapiente arte tessuti, pizzi ed elementi materici per un abito che è sempre più unico. Si susseguono velature e rouches, tessuti impalpabili decorati con fiori intagliati e pizzi chantilly che accarezzano il corpo, trattenuto da nastri di ottomano di seta o velette e piccoli fiori che creano gonne ampie a corolla. Reinterpretazioni in chiave contemporanea che si armonizzano con stratificazioni, sovrapposizioni, nuovi materiali ed elementi settecenteschi, che danno anima a vere opere d’arte per una “Lei” che è femminile, una femminilità sussurrata e una sensualità mai urlata; ma “Lei” è anche Singolare, che emana nuova luce con le paillettes ricamate sul macramè.

E ancora, la rafia si intreccia con balze interrotte dal tulle siciliano, macro fiori si stagliano su strati di tulle impalpabile con effetto tridimensionale, il pizzo francese rebrodè arricchisce il tulle siciliano dal sapore “anni ’50” e il fascino di 3 gradazioni di bianco vibra nei ricami e nei pizzi che completano la creazione. Il pizzo macramè diventa il protagonista e annuncia una femminilità più decisa. Lei è in una parola femminilesingolare.

Si definisce creatore di moda e designer. Marco Strano, a differenza di altri stilisti, si può considerare l’emblema della creazione. Con lui tutto diventa indossabile. Appartiene alla schiera degli stilisti – artisti dell’era concettuale. Difficile trovare nei suoi abiti un solo tessuto, ma una miscela di elementi che definiscono una stoffa. Lavora la carta e la trasforma in tessuto, la plastica in accessorio. E’ un creatore di stili. C’è un abito che lo rappresenta e a cui ha dato un nome: Terra.

Marco Strano nasce a Catania e in questo abito ha voluto rappresentare la “sua Terra”; riproduce la sua eccentricità, il suo modo di dire al mondo “io sono così”. Si compone di materiali poveri come juta e carta pesta; questa gli dà la possibilità di scolpire, e la juta sfrangiata impreziosita da frammenti di mosaico color oro perché rappresenta la ricchezza che si cela dietro l’apparente “povera” Sicilia. Il contrasto tra materiale ricco e povero, aiuta ad esaltare i concetti di barocco e medioevo. Sceglie un bustier del settecento epoca preferita dallo stilista, perché considerata come il periodo dell’ “eccesso.”

Inizia a creare partendo dalla stoffa, anche da un piccolo frammento di tessuto scegliendolo perché gli dà emozione; osservandolo, vede una tela bianca su cui dipingere qualcosa, si immerge nell’ immaginario ed evita di abbozzare l’immagine su schizzi, la crea direttamente partendo dal busto sartoriale. Non inizia a creare se prima a stimolarlo non c’è un’emozione. Non preferisce un materiale rispetto ad un altro, lavora con la stoffa o nel suo caso possiamo dire con un “elemento” che più l’attrae.

Ha un periodo dell’anno più propizio alla creazione: il Natale. L’allegria e l’aria che respira durante queste feste lo conducono ad un mondo “fatato”. Quando cuce si crea un’atmosfera particolare che cambia a seconda del periodo che attraversa; ascolta musica new age o rock, crea di giorno: “… perché la luce può illuminare e rendere più viva una mia ispirazione che spesso trovo negli oggetti, anche più banali”.

Lo stato d’animo più propizio alla creazione è quando si sente felice, quando acquisisce quella stessa innocente allegria propria dei bambini. Gli capita di pensare ad un abito anche quando è triste, ma non lo crea subito, perché dice “ho paura di trasmettere la mia tristezza e di renderlo cupo”. Non ha mezze misure: scolpisce, inventa tessuti e li dipinge. La sua mission è quella di portare la sua moda al mondo.

Seby Sorbello chef patron del Sabir Gourmanderie, ha creato per la collezione disegnata da Marco Strano, due cioccolatini gourmet che attraverso il gusto riprodurranno le sfaccettature degli abiti.

Alla fine del fashion show, seguirà un aperitivo sempre curato da Seby Sorbello con i vini della cantina In Carrozza.

Il makeup è curato da Orazio Tomarchio per “La Truccheria Cherie” che per l’occasione ha creato un rossetto che porta il nome della collezione. L’hairstyle da Roberto Napoli e Alfio Reitano per Compagnia della Bellezza. I cadeux floreali portano la firma di Intrecci sapientemente realizzati da Davide e Francesca Giardinaro.

Il LUDUM di Catania lancia messaggi nel futuro

Una capsula del tempo da aprire tra 25 anni: così Daniele Abate, direttore del LUDUM  – Science Center  di Catania ha deciso di celebrare il quinto anniversario del polo museale dedicato alla scienza per ragazzi. «Come in “Segnali dal futuro” lanceremo nel futuro oggetti e documenti rappresentativi della nostra epoca», spiega il professor Abate.

Ma cos’è una capsula del tempo? «È un contenitore a tenuta stagna appositamente preparato per conservare oggetti o informazioni destinate ad essere ritrovate in un’epoca futura e che possono consentire a chi la ritrova di ricostruire le abitudini e gli avvenimenti dell’epoca che l’ha inviata».

Così chiunque volesse inserire lettere, messaggi o oggetti da spedire a se stesso o ai posteri potrà farlo. «Il contenuto potrà comprendere giornali, registrazioni, fotografie, monete, lettere e quant’altro possiate immaginare» prosegue il direttore del LUDUM.

Unico limite le dimensioni: gli oggetti scelti non dovranno superare i 5 centimetri di diametro o dovrà comunque essere possibile ripiegarli facilmente così da poter passare dalla bocca della capsula.

L’11 marzo, durante la cerimonia di interramento, l’interno della capsula sarà trattato con azoto liquido così da limitare il proliferare di batteri che potrebbero deteriorare gli oggetti. Il contenitore a tenuta stagna sarà poi sigillato, incerato e “lanciato nel futuro”.

«Abbiamo registrato la capsula del tempo sul portale dell’ITCS, l’International Time Capsule Society» prosegue Abate. «Il sito raccoglie le informazioni sulle capsule a livello mondiale, le mappa sul territorio e ne garantisce la dissepoltura alla data indicata».

I reperti potranno essere portati o inviati al museo fino alla sera del 9 marzo, poi la capsula sarà chiusa.

«Non perdete l’occasione di viaggiare nel futuro» conclude Daniele Abate.

Diffusa clip ufficiale della Festa di Sant’Agata e della città

“Un biglietto da visita filmato della Festa di Sant’Agata e della città”.  Così Francesco Marano, presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, ha definito la clip ufficiale delle festività agatine”.

“Abbiamo voluto – ha detto Marano – condensare in novanta secondi le immagini più significative di questo eccezionale evento, il più grande d’Italia, la terza Festa della Cristianità nel Mondo. Questa clip ufficiale, che tradurremo anche in inglese, è a disposizione di tutti e potrà essere divulgata liberamente in maniera massiccia a partire dai social. La clip è stata pensata prima di tutto per i turisti che avranno così un motivo di più per venire a Catania perché mostrare immagini così belle vale più di mille parole. Così è nato questo video, realizzato da Mel Pappalardo per Vision Sicily, che ringraziamo”.

“All’interno dei festeggiamenti – afferma Marano che guida il Comitato insieme con il vicepresidente Giuseppe Barletta, il segretario Carlo Zimbone, il tesoriere Roberto Giordano, Teresa di Blasi, Filippo Donzuso, Domenico Percolla e il presidente onorario Luigi Maina – ritroviamo molti emozionanti momenti, dal Busto reliquiario alle processioni, dalle Candelore alle Carrozze, dai concerti al sacco bianco dei devoti, fino agli splendidi fuochi della serata del tre febbraio. Sul web si trovano migliaia di video sui festeggiamenti, ma ciascuno racconta soltanto una parte della Festa. Come Comitato ci sembrava utile, invece, creare un video breve e al tempo stesso completo capace di rimandare l’immagine della Festa nella sua complessità, facendo almeno intuire tutte le grandi emozioni che si possono provare partecipando direttamente ai tre giorni di festeggiamenti in onore della Patrona di Catania”.

Polo Tattile Multimediale: “Domenica al Museo” con il rivelatore di colori

Il 2018 si apre, il prossimo sette gennaio nel Polo Tattile Multimediale, con una nuova “Domenica al Museo”. La struttura divulgativa della Stamperia Braille di Catania aderisce infatti all’iniziativa nazionale voluta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo con il fine di far conoscere ai non vedenti e agli ipovedenti le meraviglie dell’arte e della scienza, e ai vedenti di comprendere le condizioni delle persone con questa disabilità per giungere a una sempre maggiore integrazione sociale.

La struttura rimarrà aperta dalle 17 alle 22 (l’ultimo biglietto verrà staccato alle 21) per ricevere sia le persone disabili con i loro accompagnatori – per i quali l’ingresso è gratuito, così come per i bambini con meno di dieci anni – sia gli altri visitatori, che pagheranno un prezzo ridotto di due euro e cinquanta centesimi (il prezzo del biglietto comprende una bevanda da consumare nel Bar al buio).

È stato notato come la scoperta delle meraviglie della Tiflologia, la scienza che consente ai ciechi di comprendere la realtà in cui vivono, venga apprezzata in particolare dalle famiglie con bambini. Per questo dopo il successo dello show cooking con un forno a microonde parlante, è stato deciso di inserire, oltre ai tour nel Museo Tattile, nel Giardino Sensoriale e nel Bar al buio, anche un’altra dimostrazione di come la tecnologia possa aiutare i non vedenti.

Domenica prossima sarà infatti simulata la scelta di abiti da accoppiare tra loro, scegliendo i colori grazie a un apparato elettronico parlante per la loro rilevazione, il cosiddetto Color test.

Ma il Polo offrirà come sempre la possibilità di “toccare con mano” i plastici di meravigliosi palazzi – dal Teatro Massimo Bellini al Palazzo degli Elefanti, dal Colosseo alla Moschea Blu di Istanbul – e i quadri (in rilievo) dipinti da Michelangelo e Caravaggio, e sculture come il David di Donatello. Va ricordato come questi manufatti siano stati tutti realizzati nei laboratori tiflologici della Stamperia Regionale Braille di Catania, da oltre trent’anni impegnata nell’integrazione scolastica, sociale e lavorativa di ciechi e ipovedenti.

Oltre al Museo Borges, poi, il Ptm offre come detto anche le esperienze del Bar al buio e del Giardino sensoriale che consentono di constatare come, senza la vista, gli altri sensi vengano esaltati.  E uno Show room con tutti i più moderni ausili per non vedenti. Dal Color test agli orologi, dalle tastiere per pc a mille altri oggetti.

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Agen: privatizzazioni unico sistema per battere la burocrazia pubblica

I tempi “normali” della burocrazia pubblica, troppo lunghi, finiscono con il bloccare le possibili iniziative volte a ripristinare un regime di sviluppo del territorio....