Fermo tir Sicilia, riparte l’ortofrutta ma Catania non molla

Da lunedì i carichi di ortofrutta viaggiano solo via terra attraverso lo Stretto di Messina, ma l’Aias di Catania conferma il blocco a oltranza

A quanto pare i carichi di ortofrutta tornerebbero a muoversi da oggi ma solo via terra attraverso lo Stretto di Messina. Mentre il fermo dei tir in Sicilia prosegue a oltranza per il gruppo più numeroso della categoria, quello catanese, che ha già fatto sapere di non aderire.

Cosa riparte da lunedì e cosa resta bloccato

Il comunicato arriva domenica di prima mattina. Il Cts si impegna a «sensibilizzare i colleghi del settore ortofrutticolo per consentire la ripartenza dei carichi già da lunedì» e precisa che «in questa prima fase, i viaggi avverranno esclusivamente via terra attraverso lo Stretto di Messina». Una misura che, secondo la nota, «permetterà finalmente di svuotare le celle frigorifere sbloccando la merce già raccolta, evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero».

Resta invece il blocco nei principali porti siciliani, dove gli autotrasportatori vicini al Comitato, che lavorano soprattutto con l’intermodalità, continueranno a non caricare e scaricare merci dalle navi. Il punto è che l’ortofrutta in larga parte non arriva via nave, ma su gomma. Una filiera che sfugge al coordinamento di Bella.

L’Aias di Catania: fermi a oltranza

La Cna regionale commenta: «Restiamo perplessi davanti a certe comunicazioni». Molto più duro Giuseppe Richichi, storico leader dell’Aias di Catania, già protagonista oltre dieci anni fa delle proteste dei Forconi. «L’ortofrutta si muove? E chi lo dice? Sammartino con chi ha parlato? Sicuramente non con la base, se pensa di fare annunci per prendere altri migliaia di voti si sbaglia. Noi rimaniamo fermi a oltranza, finché non avremo i risultati che ci interessano», dice.

Dietro la spaccatura ci sono rivendicazioni diverse. Nella piattaforma di Bella pesano il Sea modal shift, il vecchio marebonus con gli incentivi ai mezzi pesanti che scelgono la nave invece della strada, e la riduzione dei costi di traghettamento. A Richichi e ai suoi interessano la defiscalizzazione del gasolio, i contributi sui dipendenti e un osservatorio sui prezzi.

Martedì il tavolo a Milano con Salvini

A rompere il fronte unitario è stata anche la convocazione per martedì pomeriggio a Milano, al tavolo con il ministro Matteo Salvini, del solo Bella. Sarà lui l’unico rappresentante delle sigle autonome. L’incertezza spinge molti padroncini a restare fermi, annullando spostamenti e trasferte in attesa dell’esito.

Scaffali vuoti e mercati, la situazione al Maas

Nei supermercati cominciano a mancare soprattutto frutta, verdura e pesce. Per Emanuele Zappia, presidente del Maas, i Mercati agroalimentari Sicilia con sede a Catania, la spiegazione sta nelle abitudini di questi giorni. «C’è un panico eccessivo per la situazione e quindi si prendono d’assalto i punti vendita», spiega. L’hub ha ospitato ogni notte poco meno di 3.000 mezzi, contro una media che arriva anche a 4.000.

«Al momento manca l’approvvigionamento continuo da fuori, ma credo che dopo l’incontro col ministro tutto rientrerà», aggiunge Zappia, che segnala l’assenza dei trasportatori diretti o di ritorno «da mercati di riferimento come Fondi nel Lazio e Verona». Se il blocco dovesse durare, a saltare saranno prodotti come le banane estere. «Ma l’indispensabile è garantito dalla produzione locale», conclude.

Giorgio Stracquadanio, coordinatore regionale di Cna Fita, sposta l’attenzione sulle infrastrutture. «I blocchi in Calabria e nel resto del Sud sono il problema maggiore per l’arrivo delle merci e per spedirle. Ma ricordo che oltre al caro gasolio gli autotrasportatori affrontano spese enormi anche per viaggiare su nave. E, restando in Sicilia, le pessime strade e autostrade sono il problema principale. E nessuno ne parla».

A Caltagirone trattori e camion ancora in strada

Domenica mattina agricoltori e altre categorie produttive sono tornati in piazza a Caltagirone contro il caro carburante, il caro vita e i costi dell’energia. Il corteo di trattori e camion ha attraversato alcune delle principali vie cittadine creando problemi al traffico, con cittadini al seguito e la benedizione del parroco di Sant’Anna, don Salvatore Abbotto. Venerdì i mezzi avevano rallentato il traffico sulle statali 417 Catania-Gela e 385, sabato la protesta si era svolta in città.

«Siamo consapevoli di avere creato disagi con le manifestazioni da noi promosse e di continuare a farlo», dicono i rappresentanti del presidio permanente costituito lo scorso 6 ottobre, «ma dobbiamo fare sentire a ciascuno la nostra voce». E ancora: «La nostra lotta non è soltanto per assicurare il pane ai nostri figli, ma è per il futuro di tutti». Il presidio fisso di piazza Falcone Borsellino proseguirà anche nei prossimi giorni, con la possibilità di nuovi cortei concordati con i promotori delle altre proteste in Sicilia.