Schifani-Minardo, scontro in Forza Italia Sicilia

Il presidente della Regione respinge gli «inviti di etica politica» del commissario Nino Minardo e critica la gestione nazionale del partito

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha attaccato frontalmente il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, e ha criticato anche la gestione nazionale del partito. Lo scontro arriva a 24 ore dal faccia a faccia con il segretario Antonio Tajani, con cui Schifani aveva siglato una tregua basata sul no alle dimissioni anticipate e sul rinvio del dibattito sulla sua ricandidatura.

Ieri Schifani ha acceso almeno due micce nella «polveriera» Forza Italia. Sul fronte interno ha respinto le critiche di Minardo: «Respingo gli inviti di etica politica di Minardo. Mi auguro che possa dedicarsi a tempo pieno al ruolo di commissario di Forza Italia in Sicilia battendo in lungo e in largo la regione perché ci attende l’appuntamento delle Amministrative».

Il richiamo al risultato delle Europee

Il presidente ha ricordato con una punta di malizia che «alle ultime Europee», prima della gestione Minardo, «Forza Italia ha fatto segnare il 23%», sottolineando come la guida commissariale sia parziale rispetto a quel risultato. Schifani ritiene Minardo il regista di un attacco ai suoi danni, capace di rimettere in discussione la ricandidatura concordata con gli alleati. Ritiene inoltre che lo stesso Minardo e Giorgio Mulè stiano lavorando per sostituirlo: «I retroscena spifferati da qualche malalingua li respingo al mittente».

La frecciata al partito nazionale

Nella stessa giornata, scegliendo la ribalta nazionale della visita del ministro Valditara, Schifani ha parlato anche di Forza Italia a livello nazionale: «Da quello che vedo lo stato di salute del partito nazionale non è eccezionale. Ma grazie al Sud tiene». Parole con cui il presidente rivendica il proprio peso nel partito, ma che a Roma non sono piaciute.

Per tutta la giornata, dal quartier generale forzista si è valutato se replicare, un compito che sarebbe spettato al portavoce Raffaele Nevi. Fino a sera ha prevalso la linea del no comment, ma il clima resta pesante.

Le reazioni nel partito

Il capo delegazione di Forza Italia a Bruxelles, Fulvio Martusciello, ha definito Schifani «uomo delle istituzioni prima ancora che di partito». Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato, alcuni esponenti del partito siciliano avrebbero chiesto un incontro con Mulè, un segnale di uno spostamento del baricentro da Palazzo d’Orleans a Roma. Anche alcuni leader dei partiti alleati avrebbero chiesto di incontrare i vertici romani di Forza Italia per sondare personalmente il livello della crisi.

La posizione della Lega

Sul tavolo resta anche la questione del secondo mandato per Schifani, invocato dalla Lega, che avverte: «Altrimenti presenteremo un nostro candidato».