Crisi trasporti Sicilia: gli autotrasportatori confermano lo sciopero nonostante i fondi regionali

Crisi dei trasporti e della pesca in Sicilia, il comparto rifiuta gli aiuti regionali e prosegue lo sciopero ad oltranza. Mentre i padroncini chiedono l’intervento del ministro Salvini contro il caro-carburanti e le tasse UE, i produttori di ortofrutta lanciano l’allarme per tonnellate di merce deperibile pronta a marcire nei magazzini.

Non accenna a placarsi la mobilitazione che sta paralizzando i porti commerciali dell’Isola. Nonostante lo stanziamento di 25 milioni di euro deliberato dalla giunta Schifani per mitigare il caro-gasolio, il Comitato degli autotrasportatori ha confermato la prosecuzione del fermo. Secondo il segretario Salvatore Bella, le risorse sono insufficienti a coprire l’impennata delle tariffe d’imbarco e i costi derivanti dalla tassa UE sulle emissioni (Ets), stimati in 100 milioni di euro l’anno. La protesta, pur garantendo il trasporto dei beni essenziali, punta ora a un confronto diretto con il ministro Matteo Salvini e il governo nazionale.

L’allarme dei produttori: «Intero comparto in ginocchio»

Il blocco dei mezzi pesanti sta generando una profonda spaccatura con il mondo agricolo. Sebastiano Fortunato, presidente del Consorzio Pomodoro di Pachino Igp, ha denunciato il rischio concreto che tonnellate di prodotti marciscano nei depositi per l’impossibilità di raggiungere i mercati. Una preoccupazione condivisa da Gerardo Diana (Consorzio Arancia rossa di Sicilia Igp), il quale avverte che il vuoto lasciato dal prodotto siciliano sugli scaffali nazionali verrà colmato da agrumi provenienti dall’estero, causando una perdita irreparabile di quote di mercato.

Si ferma anche la pesca, caos ai distributori

La protesta si è estesa alle marinerie siciliane. La Federazione armatori e l’Associazione pescatori marittimi hanno annunciato l’adesione alla mobilitazione, fermando le imbarcazioni dedite alla pesca del pesce spada a causa dei costi insostenibili del carburante. Coldiretti Sicilia, pur accogliendo positivamente gli aiuti regionali, ha sollecitato un abbattimento della burocrazia per accelerare l’erogazione dei fondi, avvertendo che molti agricoltori potrebbero smettere definitivamente di coltivare.

Il clima di incertezza ha contagiato anche i consumatori: nel Catanese si sono registrate lunghe file ai distributori di benzina, alimentate dal timore di un blocco totale delle cisterne e dalle tensioni internazionali nello stretto di Hormuz. Restano in campo le proposte di Assotir Sicilia per fissare per legge l’incidenza del costo del gasolio sulle tariffe e per un intervento dell’Antitrust contro le speculazioni sui prezzi alla pompa.