Il Festival di Sanremo 2026 riparte sotto la guida di Carlo Conti, tra omaggi alla tradizione e nuove sfide commerciali. Con la 76ª edizione dedicata a Pippo Baudo e l’apertura affidata al vincitore uscente Olly, la kermesse si conferma il termometro delle fibrillazioni del Paese, puntando a superare i 70 milioni di euro di raccolta pubblicitaria.

Sanremo 2026 apre i battenti con un “passetto indietro” cerimoniale: sarà infatti Olly, vincitore dell’edizione 2025, a dare il via alla manifestazione sul palco dell’Ariston. Carlo Conti, giunto al suo quinto festival, rivendica una linea basata sulla normalità e sulla centralità delle canzoni, dichiarandosi sereno nonostante l’eredità dei risultati record dello scorso anno. L’edizione sarà un esplicito omaggio a Pippo Baudo, figura iconica della storia della musica italiana.

Sul fronte dei bilanci e delle sfide televisive, il Festival si confronta con numeri imponenti:

  • Obiettivi economici: Rai Pubblicità ha adeguato le tariffe del 3%, con la previsione di superare il tetto dei 70 milioni di euro di raccolta complessiva.
  • Target giovanile: Dopo l’eccezionale share dell’84,3% raggiunto lo scorso anno nella fascia 15-24 anni, la scommessa è confermare l’attrattività verso i giovanissimi grazie a un cast ricco di volti provenienti da contesti extra-televisivi.
  • Concorrenza: Oltre alla programmazione Mediaset, l’incognita principale è rappresentata dai playoff di Champions League che vedranno impegnate Inter, Juventus e Atalanta.

Tra le novità dell’anno spicca la “Party Boat” su Costa Toscana, dove Max Pezzali si esibirà in una serie di eventi a tema collegati direttamente con il Teatro Ariston. Sul piano politico, Conti ha smarcato l’azienda da potenziali polemiche archiviando come “fake” le voci di inviti privati alla presidenza del Consiglio. Per tutelare la Rai, nuovi accordi con le etichette discografiche stabiliscono che la responsabilità di eventuali esternazioni contrarie alla linea editoriale ricadrà esclusivamente sui cantanti.