Assemblea DC a Caltanissetta: «Siamo eroi senza medaglia, pronti a sostenere lo Schifani bis»

L’assemblea di Caltanissetta sancisce la compattezza della Democrazia Cristiana, pronta a sostenere il bis di Schifani nel 2027. Il partito rivendica il proprio ruolo nel governo regionale, chiedendo il ripristino dei due assessorati originari dopo aver superato una fase di isolamento politico.

La Democrazia Cristiana lancia un segnale di vitalità da Caltanissetta, confermando la propria presenza nello scacchiere politico siciliano. Lo Scudo Crociato ha scelto di giocare d’anticipo, blindando la coalizione e annunciando il sostegno alla seconda candidatura di Renato Schifani a Presidente della Regione per le elezioni del 2027. Sotto la guida dei commissari Totò Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi, la formazione punta a dimostrare il superamento di ogni incertezza, presentandosi come una realtà radicata in ogni provincia dell’Isola.

Andrea Messina, ex Assessore regionale agli Enti Locali, ha posto l’accento sul valore della coesione interna: «Voglio ricordare quello che dice sempre il nostro segretario: “La Democrazia Cristiana non è il mio partito, è il vostro partito”. Credo che questo sia oggi il significato più importante della nostra presenza qui. Abbiamo superato momenti difficili e siamo ancora insieme, uniti. Questo incontro è servito a dimostrare che il nostro partito esiste: esiste sul territorio, nelle istituzioni, nelle province. È vivo e radicato». Messina ha inoltre reso omaggio ai militanti, descrivendoli come «eroi, eroi senza medaglia e senza trono, che non si arrendono mai».

Sul fronte della strategia, la DC rivendica una centralità che poggia su dati elettorali e operatività. Ignazio Abbate ha voluto sgomberare il campo da definizioni parziali: «Non siamo un partito di liste, siamo amministratori nati per governare». Abbate ha richiamato la disciplina mostrata nelle aule, sottolineando come l’appoggio all’esecutivo sia avvenuto con pieno senso del dovere, garantendo la fiducia «senza se e senza ma». Tale condotta deve ora trovare un riscontro politico adeguato, poiché la DC «rivendicherà con forza le posizioni che merita».

La questione del pieno rientro in giunta rimane il punto focale. Nuccia Albano, vice segretaria nazionale, ha ripercorso con toni amari il periodo della “tempesta” mediatica, stigmatizzando i tentativi di delegittimazione. «In quei giorni molti dei nostri deputati e amministratori sono stati contattati da altri partiti, ma hanno resistito al canto delle sirene, anche quando venivamo guardati come appestati», ha affermato Albano. La richiesta indirizzata a Schifani è netta: ristabilire gli equilibri definiti all’inizio della legislatura. «Abbiamo chiesto di rientrare nel governo regionale per ricoprire i due assessorati che ci spettavano. Non possiamo essere delegittimati o inseriti nella lista dei cattivi».

A tracciare il percorso operativo è Carmelo Sgroi, commissario regionale: «Tutto ciò che non ci distrugge ci rafforza: da oggi siamo più liberi e più forti», indicando come priorità la transizione verso la fase congressuale. L’obiettivo è rioccupare gli spazi attraverso il metodo democratico: «Il nostro compito è accompagnare il partito alla fase congressuale. Tra gli obiettivi c’è anche quello di confrontarci con il presidente Schifani per ottenere quanto è stato sospeso, con equilibrio e responsabilità».

Stefano Cirillo ha confermato la volontà di procedere con dignità, rivendicando la scelta della mediazione: «Ho scelto di disinnescare un detonatore che avrebbe potuto far esplodere ciò che nessuno di noi voleva esplodesse. Oggi sono qui per dirvi che ci sarò come elemento di coesione». Un riconoscimento è giunto anche dagli alleati tramite Nino Germanà (Lega): «La Democrazia cristiana ha dimostrato di saper esprimere classe dirigente di grandissima qualità. Bisogna avere grande rispetto nei confronti di questo popolo».