Intelligenza artificiale tribunale Catania, direttiva

Sciacca e Curcio firmano le regole per l’uso dell’IA negli uffici giudiziari: vietato delegare ai sistemi la stesura degli atti.

Il Tribunale di Catania e la Procura di Catania hanno adottato una direttiva congiunta sull’uso dell’intelligenza artificiale negli uffici giudiziari. A firmarla sono stati il presidente del Tribunale, Mariano Sciacca, e il procuratore, Francesco Curcio: il testo, già efficace, stabilisce che ogni decisione sull’interpretazione della legge, sulla valutazione delle prove e sull’adozione dei provvedimenti resta di competenza esclusiva del magistrato.

A chi si applica il provvedimento

La direttiva riguarda magistrati, personale amministrativo, addetti all’ufficio per il processo, tirocinanti e collaboratori. Recepisce i principi della legge 132 del 23 settembre 2025 e le raccomandazioni del Consiglio Superiore della Magistratura.

I divieti introdotti

Tra le regole operative c’è il divieto assoluto di usare sistemi informatici aperti al pubblico per immettere atti, dati personali o informazioni coperte da segreto. Vietato anche delegare ai sistemi di intelligenza artificiale la stesura dei provvedimenti o qualsiasi valutazione automatizzata sulle persone.

Gli strumenti consentiti e gli obblighi

Gli operatori potranno usare solo gli strumenti autorizzati o forniti dal Ministero della Giustizia. Resta l’obbligo di verificare ogni risultato prodotto dai sistemi, garantire la tracciabilità delle operazioni e segnalare eventuali errori. La direttiva prevede anche percorsi formativi dedicati e una relazione semestrale congiunta sull’applicazione delle linee guida.

Perché un atto unitario

La scelta di un provvedimento unico risponde alla necessità di garantire standard di cautela omogenei lungo tutto l’iter processuale, dal passaggio del fascicolo penale dalla fase d’indagine al giudizio. Per l’ufficio della Procura, la direttiva integra prescrizioni specifiche a tutela del segreto investigativo.