Blocco tir revocato in Sicilia, gli agricoltori non smobilitano

L’Aias ha sciolto i presidi dopo l’incontro in Prefettura a Catania. Nei discount le scorte all’ottanta per cento, ma i trattori restano fermi a Gela e a Cammarata.

La decisione è arrivata alle undici di sera di mercoledì, al termine di un confronto nella Prefettura di Catania. Anche l’Aias di Giuseppe Richichi, l’ala più intransigente degli autotrasportatori, ha revocato i presidi che ancora tenevano fermi l’autostrada Messina-Catania, il porto di Palermo e altre arterie dell’Isola. Poche ore prima la stessa sigla aveva annunciato lo sciopero a oltranza.

«Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal prefetto sulla nostra partecipazione ai tavoli nazionali», ha spiegato Richichi. L’intesa è maturata dopo la rottura con il Comitato trasportatori siciliani, che aveva già sospeso la mobilitazione denunciando minacce agli autisti e danneggiamenti ai mezzi.

I primi camion ai depositi

Le consegne sono ripartite quasi subito. «Sono già partite le consegne», ha annunciato Giovanni Arena di Federdistribuzione. I primi mezzi hanno raggiunto i depositi di Palermo, Catania e Messina, e nei grandi supermercati ortofrutta e latticini sono tornati sui banchi. Nei discount le scorte hanno toccato circa l’ottanta per cento.

Il quadro cambia nei piccoli centri dell’entroterra, dove i minimarket si riforniscono dai trasportatori autonomi e la ripresa procede più lentamente. Secondo Federdistribuzione per ricostituire del tutto le scorte di prodotti freschi e di beni essenziali, farmacie comprese, serviranno dai cinque ai sette giorni.

Sui danni il conto è ancora aperto. Marco Severino, del gruppo Arena, dice che «entro tre giorni si torna alla normalità, stiamo cercando di calcolare i danni, perché della merce è andata in avaria».

A Gela ha pesato il rischio di confisca

Uno degli epicentri della protesta è stato Gela, dove i presidi sulla statale 117 bis verso Catania e quello vicino al Tribunale sono stati smantellati dopo un’ultima notte di resistenza. A convincere gli ultimi, oltre all’accordo regionale, è stata la prospettiva di denunce e di confisca dei mezzi dopo le direttive del Viminale.

La revoca dei blocchi non chiude però la vertenza. Gli autotrasportatori restano in stato di agitazione e aspettano il confronto ministeriale di martedì, convinti che sul caro gasolio le risposte finora siano state soltanto parziali.

I trattori fermi da un mese

Sempre a Gela, davanti al Tribunale, il presidio degli agricoltori ha raggiunto il mese di attività e non si è mosso. I produttori denunciano costi che non riescono più a sostenere e prezzi di vendita che non coprono le spese, e ritengono che le risorse stanziate sostengano senza risolvere una crisi strutturale, lasciando fuori una parte del comparto.

Il fronte resta aperto anche nell’Agrigentino. Al bivio Tumarrano di Cammarata, lungo la statale 189, agricoltori e autotrasportatori presidiano ancora la strada, con code che hanno raggiunto i quaranta minuti. Con loro c’è il sindaco di San Giovanni Gemini, Dino Zimbardo. In quella zona il costo del carburante rischia di compromettere l’avvio delle coltivazioni.