Blocco tir Sicilia, revocato lo stop dopo cinque giorni
Dopo cinque giorni di stop dei mezzi pesanti, il Cts revoca il fermo dopo l’incontro a Milano con il ministro Salvini. Resistono i blocchi dell’Aias
Il fermo dei mezzi pesanti è stato revocato dopo cinque giorni di protesta, ma la Sicilia resta divisa a metà. A Palermo l’ordine di lasciare passare i tir è arrivato alle 17 in via Oreto e al porto, al termine di un incontro durato due ore a Milano tra il Comitato trasportatori siciliani (Cts) e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Alle barriere di San Gregorio, in provincia di Catania, e a Messina Sud, i mezzi sono rimasti bloccati fino a tarda sera: qui comandano le frange dell’Aias, l’associazione imprese autotrasportatori siciliani, che non hanno aderito all’intesa. Alcuni autisti hanno dovuto chiedere la scorta della Digos per superare gli sbarramenti.
I picchetti che resistono
L’accordo raggiunto a Milano non ha chiuso la vertenza. Oltre ai blocchi dell’ala oltranzista guidata da Giuseppe Richichi, non ricevuto da Salvini nel tavolo nazionale, resta l’incognita delle altre regioni del Sud. Campania e Calabria sono intenzionate a prolungare i blocchi nei porti e in autostrada, con il rischio che i rifornimenti ai supermercati, già fermi da due giorni per frutta, verdura, carne e acqua, continuino a saltare. I tir già arrivati a Palermo o in sosta alle porte della città raggiungeranno la destinazione, ma per il resto della rete logistica non ci sono garanzie. L’intesa di Milano non evita nemmeno la chiusura di alcuni distributori di carburante né il taglio delle corse del trasporto pubblico su gomma: i tempi del ritorno alla normalità dipenderanno dalla durata dei blocchi Aias e delle proteste nelle altre regioni meridionali.
Le reazioni della Regione
Il doppio incontro milanese è stato accolto con soddisfazione dal governo regionale. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani dice: «Nei giorni scorsi ho avuto un’interlocuzione con il ministro Salvini proprio per sollecitare una soluzione alla vertenza. Il confronto ha dato risultati positivi e mi auguro che anche le questioni ancora aperte possano trovare presto una risposta». Secondo Confcommercio Sicilia, i cinque giorni di protesta sono costati tra i 50 e i 60 milioni di euro.
Il vicepresidente della Regione Luca Sammartino, che ha seguito direttamente la trattativa, rivendica il metodo: «Il dialogo e la collaborazione istituzionale con le sigle degli autotrasportatori sono serviti a raggiungere obiettivi comuni e a revocare il fermo dei trasporti in Sicilia. Gli impegni assunti con il Comitato degli autotrasportatori siciliani sono stati mantenuti ed è fondamentale avere riconosciuto i problemi peculiari delle Isole».
I pagamenti del credito d’imposta sul gasolio
Nel primo incontro in prefettura a Milano, con le sigle nazionali, Salvini e il viceministro Edoardo Rixi hanno confermato lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati del credito d’imposta sul gasolio, pari a 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate, da rendere subito spendibili nel cassetto fiscale. «A partire da domani ed entro novembre arriveranno i pagamenti a 32 mila aziende», dice Salvini, che aggiunge: «Stiamo poi cercando altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive». Un secondo tavolo è fissato per il 27 ottobre: «Faremo la fase due e verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati. Lo strumento scelto è quello del decreto per cui i tempi sono rapidissimi. Ci siamo confrontati con il ministero dell’Economia e Finanza che le ha messe a disposizione», conferma il ministro.
Il nodo dello Stretto e i fondi Sea modal shift
Nel pomeriggio un incontro specifico ha affrontato i costi aggiuntivi sostenuti dai trasportatori delle isole maggiori. Dal Cts fanno sapere: «Abbiamo ottenuto garanzie sull’erogazione dei fondi per il Sea modal shift relativi alle annualità 23/24 e 25/26, per un valore di circa 104 milioni di euro», a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per la terza annualità 26/27. Il ministro ha garantito che, con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia, saranno individuate le coperture per estendere di quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi che calmierino i costi dei biglietti del traghetto per l’attraversamento dello Stretto di Messina.
