Nino Minardo

Incarico nazionale al deputato ragusano per i rapporti federativi e le liste civiche. La nomina, benedetta dalla famiglia Berlusconi, rimescola le carte in vista delle Regionali 2027.

Non un semplice ritorno nei ranghi, ma una scalata silenziosa verso i vertici. Antonio Tajani affida a Nino Minardo le chiavi delle alleanze e delle liste, mandando un messaggio sibillino alla leadership del Governatore Schifani.

La risposta di Antonio Tajani alle turbolenze siciliane arriva a un mese dalla sua visita nell’Isola e ha il volto di Nino Minardo. Il deputato ragusano, già segretario della Lega in Sicilia e attuale presidente della commissione Difesa alla Camera, è stato nominato responsabile nazionale per i rapporti federativi e con le liste civiche. Un ruolo che, alla vigilia di amministrative e regionali, gli conferisce un potere di veto e di proposta tutt’altro che trascurabile.

Minardo, classe 1978, ha tessuto la sua tela lontano dai riflettori delle faide interne. Secondo fonti parlamentari, decisivo sarebbe stato l’appoggio di Fedele Confalonieri e un confronto diretto con Marina Berlusconi, nel solco di quel rinnovamento della classe dirigente chiesto dalla famiglia del Cavaliere. “Serve più centro”, aveva dichiarato Minardo al suo rientro in Forza Italia, e oggi quella visione sembra diventare l’asse portante della strategia nazionale di Tajani per blindare la Sicilia, pur senza sbilanciarsi ancora sul bis per Renato Schifani.

La nomina apre scenari interessanti per l’Mpa di Raffaele Lombardo. I rapporti tra Minardo e l’ex Governatore sono antichi e solidi, e il nuovo incarico potrebbe offrire una sponda agli autonomisti per uscire dall’angolo dello scontro permanente con la giunta regionale. Nonostante il tradizionale riserbo di Lombardo, l’ascesa di Minardo – che vanta contatti trasversali da Fratelli d’Italia (con Luca Sbardella e i vertici vicini a La Russa) fino ai centristi di Adriano Frinchi – appare come una seria ipoteca sulle Regionali 2027. Tra i corridoi dell’Ars, l’attenzione delle segreterie è massima: i movimenti attorno alla commissione Difesa suggeriscono che il “centro di gravità” forzista si stia spostando.