Regione Siciliana, vertice di maggioranza a Palermo: al centro il riassetto della Giunta e il ruolo della DC
Vertice di maggioranza a Palermo senza Schifani: Cuffaro chiede il reintegro in Giunta, ma Lombardo alza la posta. Spuntano i nomi di Scala e Fidone.
Dopo le tensioni d’Aula e i “franchi tiratori”, la coalizione cerca un nuovo equilibrio. La Democrazia Cristiana punta a recuperare due assessorati, ma deve fare i conti con i veti degli autonomisti.
La lunga traversata nel deserto sembra finita, o almeno questa è la speranza. La Democrazia Cristiana torna ufficialmente a sedersi al tavolo del centrodestra siciliano. L’appuntamento, fissato per questa mattina in via Magliocco a Palermo, segna il primo vertice di maggioranza del 2026. Un incontro delicatissimo, reso ancora più complesso dall’assenza strategica del governatore Renato Schifani, che lascia ai segretari regionali il compito di sbrogliare la matassa.
Il clima è tutt’altro che disteso. Sullo sfondo pesano ancora le frizioni emerse all’ARS, con il caso dei franchi tiratori e lo scontro aperto sulla norma per la digitalizzazione dei Comuni, affossata anche grazie ai voti dell’Mpa. Proprio il partito di Raffaele Lombardo rappresenta l’ostacolo più alto per il reintegro dei cuffariani: gli autonomisti, infatti, rivendicano un secondo assessorato in virtù dei patti pre-Europee (sostegno a Caterina Chinnici) e difendono la scelta di aver bloccato una legge che, a loro dire, rischiava di drenare risorse pubbliche limitando la concorrenza.
La DC, dal canto suo, non ha mai fatto mancare i voti alla maggioranza nonostante la revoca degli assessori Nuccia Albano e Andrea Messina. Ora il partito presenta il conto e punta al reintegro pieno. Filtrano già i primi nomi per le poltrone che scottano: Giacomo Scala, ex sindaco di Alcamo vicino a Carmelo Pace, e Gianfranco Fidone, primo cittadino di Acate in quota Ignazio Abbate. Ipotesi che però non convincono del tutto gli alleati, in una partita a scacchi dove la stabilità del governo regionale passa inevitabilmente da un nuovo, fragile, manuale Cencelli.
