Addio a Zichichi, il genio che portò l’antimateria in tv e rese Erice capitale della scienza

Si è spento a 96 anni Antonino Zichichi: scoprì l’antideutone e trasformò Erice nella capitale mondiale della fisica nucleare.

L’Italia e la comunità scientifica internazionale piangono la scomparsa di una delle menti più brillanti del Novecento. È morto oggi, all’età di 96 anni, Antonino Zichichi, il fisico che ha dedicato l’intera esistenza a svelare i segreti dell’universo e a renderli comprensibili al grande pubblico. La notizia è stata confermata dal Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice, la sua “creatura” prediletta, di cui è stato animatore instancabile e guida spirituale fino all’ultimo.

Autore di ricerche fondamentali nel campo della fisica nucleare e subnucleare, il nome di Zichichi resterà per sempre legato alla scoperta dell’antimateria. A lui si deve, in particolare, l’individuazione dell’antideutone, un passo decisivo per la comprensione della simmetria tra materia e antimateria. I suoi studi sulla struttura elettromagnetica del protone e la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli hanno segnato pietre miliari nella ricerca moderna. Ma Zichichi non è stato solo un uomo di laboratorio: è stato un visionario capace di costruire ponti.

Il suo capolavoro organizzativo resta il Centro di Erice, nel Trapanese, che grazie alla sua intuizione è diventato un crocevia globale dove scienziati di ogni nazione, anche durante la Guerra Fredda, si incontravano per parlare il linguaggio universale della fisica. Zichichi è stato anche un formidabile divulgatore. Con il suo stile inconfondibile, ha portato la scienza complessa nelle case degli italiani attraverso la televisione, abbattendo il muro tra accademia e società civile. Uomo di profonda fede, ha sempre sostenuto che non vi fosse contraddizione tra la ricerca scientifica e il credo religioso, definendo la scienza come “lo studio delle impronte di Dio nell’universo”.