Assemblea Regionale Siciliana: la Dc chiede chiarimenti sulla tenuta della coalizione di centrodestra
Clima rovente nel centrodestra siciliano, la Democrazia Cristiana lancia l’ultimatum agli alleati: «Chiediamo lealtà e chiarezza». Tra le tensioni per il rimpasto di giunta e i contrasti negli enti locali, Ignazio Abbate e Andrea Messina avvertono il governo Schifani: senza una reale coesione politica la Dc si riterrà libera di agire autonomamente.
La tensione politica all’interno della maggioranza regionale ha raggiunto livelli di guardia. Gli esponenti della Democrazia Cristiana (Dc), guidati dal capogruppo all’Ars Carmelo Pace e dal collega Ignazio Abbate, hanno manifestato apertamente il proprio malessere, portando il dibattito fin dentro Sala d’Ercole. Il quesito posto agli alleati è netto: la Dc è parte integrante del progetto di centrodestra o è destinata a subire scelte calate dall’alto?.
L’ultimatum di Abbate e la replica di Cracolici
Ignazio Abbate, indicato da una parte del partito come potenziale nuovo assessore nel rimpasto di giunta, ha rivendicato il “grande senso di responsabilità” mostrato finora dal gruppo a sostegno del governatore Renato Schifani. Tuttavia, ha preteso che tale lealtà sia reciproca e si rifletta anche nei rapporti sul territorio, dove spesso la coalizione appare divisa.
L’intervento di Abbate ha innescato una dura polemica con le opposizioni. Il deputato del Pd Antonello Cracolici ha attaccato duramente i centristi: «Risolvete i vostri problemi ma non scaricateli sul parlamento. La Sicilia può fare benissimo a meno della Dc». Cracolici ha descritto le esternazioni di Abbate come una forma di pressione politica impropria sulle dinamiche parlamentari.
Andrea Messina: «Pronti a strade diverse»
Ancor più esplicito è stato l’ex assessore Andrea Messina, che ha risposto a Cracolici ricordando la legittimazione popolare del partito: «Non siamo qui per caso, ma siamo stati eletti dal popolo siciliano». Messina ha poi spostato il tiro sul piano strategico, sottolineando come la Dc non accetterà più ambiguità negli enti locali: «Vogliamo capire se nei Comuni apparteniamo alla stessa maggioranza che sostiene qui il governo. Se non fosse così, ci sentiremo liberi di prendere strade diverse». Una posizione che apre scenari di incertezza per la tenuta della coalizione di Schifani in vista delle prossime scadenze amministrative e legislative.
