Confermato Sanità: pulire regolarmente la casa ti devasta i polmoni | Peggio di fumare 20 sigarette al giorno, uno scempio per la salute
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Un gesto quotidiano, che tutti consideriamo innocuo, può danneggiare gravemente la salute respiratoria.
Pulire casa è una delle attività più comuni e inevitabili della nostra vita quotidiana. Lo facciamo per igiene, per ordine, per abitudine. Eppure, dietro quella che sembra una pratica sana e rassicurante, si nasconde un pericolo che riguarda soprattutto i polmoni.
Sempre più studi stanno evidenziando come i prodotti chimici contenuti nei detergenti abbiano un impatto tutt’altro che trascurabile sulla salute. Non si tratta solo di irritazioni momentanee agli occhi o alle vie respiratorie, ma di un vero e proprio declino della capacità polmonare con conseguenze a lungo termine.
Il paragone che emerge è scioccante: respirare regolarmente i vapori degli spray e dei detergenti sarebbe paragonabile agli effetti del fumo di diverse sigarette al giorno. Un’abitudine che, senza rendersene conto, potrebbe avvicinare migliaia di persone a rischi simili a quelli dei fumatori.
Lo studio che svela i rischi nascosti
A confermare queste preoccupazioni è una ricerca condotta nell’ambito dell’Indagine sulla salute respiratoria della Comunità Europea (ECRHS), durata ben 20 anni e realizzata su oltre 6.000 partecipanti. Si tratta di uno dei più ampi e solidi studi mai condotti sul tema.
I dati parlano chiaro: nelle donne che si occupano delle pulizie domestiche quotidiane, così come in quelle che lavorano come addette professionali, il calo della funzionalità polmonare risulta molto più marcato rispetto a chi non svolge queste attività.
Pulire è come fumare: i numeri che allarmano
Secondo i risultati, le donne esposte agli agenti chimici delle pulizie hanno registrato un declino accelerato della funzione respiratoria paragonabile a quello di chi fuma fino a 20 sigarette al giorno. Il problema riguarda soprattutto l’utilizzo di spray e detergenti liquidi, i cui componenti si disperdono nell’aria e vengono inalati a ogni utilizzo.
Il dato sorprendente è che questo effetto non si osserva con la stessa intensità negli uomini, un aspetto che apre nuove riflessioni sul ruolo delle differenze biologiche e sociali.