Carabinieri di Catania: individuato pirata della strada minorenne a Zafferana Etnea

I Carabinieri di Giarre denunciano un giovane per omissione di soccorso e la madre per ricettazione e riciclaggio. La vittima, investita sulle strisce pedonali, ha riportato una prognosi di oltre 20 giorni.

Un grave episodio di pirateria stradale è stato risolto dai Carabinieri della Compagnia di Giarre a Zafferana Etnea. Grazie all’analisi delle telecamere di sorveglianza, i militari hanno dato un nome al conducente del ciclomotore che, dopo aver travolto una donna, era fuggito senza prestare assistenza.

L’incidente si è verificato in via Garibaldi. Secondo la ricostruzione dei militari, un’autovettura si era fermata per consentire l’attraversamento pedonale di una signora; lo scooter, invece di fermarsi, ha superato velocemente l’auto sulla destra, investendo in pieno la malcapitata. Mentre il giovane fuggiva per timore delle conseguenze, i passanti attivavano i soccorsi. La donna è stata trasportata in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Acireale, dove è stata curata per ferite giudicate guaribili in oltre 20 giorni.

Le indagini, avviate immediatamente dalla Sezione Radiomobile con l’acquisizione dei filmati di zona e le testimonianze dei presenti, hanno permesso di risalire alla targa del mezzo e, di conseguenza, alla sua intestataria, una 49enne del posto. Al momento dell’investimento, alla guida si trovava il figlio minorenne della donna.

Scooter rubato e targa “clonata”: nei guai anche la madre

Il controllo approfondito sul ciclomotore ha svelato uno scenario di diffusa illegalità. Il mezzo è risultato essere stato rubato oltre 10 anni fa a Pisa. Inoltre, la targa applicata apparteneva in realtà a un altro veicolo già radiato per demolizione, e il motorino era privo della copertura assicurativa obbligatoria.

Alla luce di quanto emerso, i Carabinieri hanno denunciato il minorenne per omissione di soccorso. La madre, formale intestataria del mezzo, deve invece rispondere dei reati di ricettazione e riciclaggio.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.