Catania, nasce il Piano della Cultura 2028-2038

Presentato al Palazzo della Cultura il percorso decennale che coinvolge operatori, associazioni e cittadini per definire la strategia culturale della città.

Il Piano Partecipato della Cultura: cos’è e da dove nasce

Catania si dota di uno strumento strategico per la cultura dei prossimi dieci anni. Questa mattina, al Palazzo della Cultura, il Comune di Catania ha presentato il percorso di costruzione del Piano Partecipato della Cultura 2028-2038, un documento programmatico di lungo periodo che verrà elaborato insieme alla comunità cittadina. L’iniziativa non nasce dal nulla: affonda le radici nel lavoro collettivo compiuto durante la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028. Quell’esperienza ha generato una rete di relazioni, idee e progettualità che l’amministrazione intende ora stabilizzare in una politica culturale strutturata.

L’obiettivo dichiarato è trasformare quel patrimonio in una visione condivisa capace di accompagnare la crescita della città fino al 2038 e oltre, senza disperdere le energie messe in campo durante la candidatura.

Oltre 120 presenti alla prima assemblea

L’incontro ha registrato una partecipazione superiore alle attese: oltre 120 iscritti, tra operatori culturali, rappresentanti istituzionali, associazioni, professionisti, imprese creative, enti del terzo settore, studenti e semplici cittadini. Un segnale che, secondo gli organizzatori, conferma l’interesse diffuso attorno al progetto.

Durante la sessione i partecipanti hanno potuto interagire direttamente, anche attraverso uno strumento digitale attivato via QR Code, con cui hanno indicato parole chiave e punti focali del loro rapporto con la cultura cittadina. Spazio anche a domande e confronto aperto, con le prime tematiche e suggestioni già messe sul tavolo.

Le parole del sindaco Trantino

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che ha inquadrato la cultura come una vera infrastruttura strategica per la città, capace di incidere sulla qualità della vita, sull’attrattività territoriale, sulla coesione sociale e sullo sviluppo economico.

«La candidatura a Capitale Italiana della Cultura non si conclude con l’esito della selezione. Al contrario, da quella esperienza nasce oggi una nuova fase. Catania ha dimostrato di possedere energie straordinarie, una rete culturale vitale e una forte capacità progettuale. Il Piano Partecipato della Cultura 2028-2038 vuole mettere a sistema queste risorse e costruire una visione condivisa che guardi oltre le scadenze amministrative e oltre i singoli progetti, restituendo alla cultura il ruolo centrale che merita nelle strategie di crescita della città.»

Il metodo: ascolto, tavoli tematici e coprogettazione

Paolo Di Caro, direttore della Cultura del Comune di Catania, ha illustrato nel dettaglio il metodo di lavoro previsto per i prossimi mesi. Il piano non sarà redatto a tavolino, ma costruito attraverso momenti di ascolto territoriale, tavoli tematici, laboratori di coprogettazione, incontri pubblici e consultazioni digitali.

«Non stiamo elaborando un semplice documento programmatico, ma un vero processo civico. Vogliamo costruire un piano che nasca dall’ascolto e dal confronto con gli operatori culturali, le istituzioni, il mondo dell’associazionismo, le università, le imprese creative, le comunità territoriali e i cittadini. La cultura non può essere il prodotto esclusivo delle istituzioni: deve diventare una responsabilità condivisa e un progetto collettivo. L’ampia partecipazione registrata già in questa prima fase dimostra che la città è pronta a raccogliere questa sfida.»

Al fianco del Comune lavoreranno i professionisti di PTS e Melting Pro, già coinvolti nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, insieme ad altre realtà del settore.

I temi al centro del piano decennale

Il Piano Partecipato della Cultura 2028-2038 affronterà una serie di questioni centrali per il futuro di Catania: la valorizzazione del patrimonio culturale, l’accessibilità e la riduzione del divario tra centro e periferia, il rapporto tra cultura ed economia, il turismo culturale, la rigenerazione urbana, il sostegno ai giovani talenti, l’innovazione digitale, le industrie creative, la formazione e la cooperazione internazionale.

Nei prossimi mesi, parallelamente alla fase di ascolto e ricognizione degli attori coinvolti, il Comune renderà noto il calendario completo degli incontri pubblici e delle attività partecipative che porteranno alla stesura del documento strategico finale.