Arrestati due uomini per furti di cavi in rame alle colonnine di ricarica

La Squadra Mobile di Catania ha eseguito un’ordinanza cautelare contro due uomini accusati di aver danneggiato dieci colonnine Enel.

Furti colonnine

Arresti domiciliari per due uomini accusati di furti a colonnine Enel

La Squadra Mobile della Questura di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di due uomini, nati rispettivamente nel 1972 e nel 1992. Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per entrambi, ritenuti gravemente indiziati di furto aggravato in concorso. Le indagini sono state coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania.

Dieci colonnine di ricarica prese di mira tra Catania e Siracusa

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero agito nei mesi di febbraio e marzo a bordo di un’autovettura, colpendo 10 punti di ricarica Enel distribuiti nelle province di Catania e Siracusa. In ciascun episodio avrebbero asportato voluminosi cavi in rame, componenti costosi e difficilmente sostituibili nel breve periodo. I danni causati hanno reso inutilizzabili le colonnine, creando disagi concreti agli automobilisti dotati di veicoli elettrici. Il fenomeno dei furti di rame ai danni delle infrastrutture elettriche rappresenta un problema diffuso su scala nazionale, con conseguenze che si ripercuotono non solo sulle aziende proprietarie degli impianti ma anche sui cittadini che dipendono da questi servizi per la mobilità quotidiana.

Le telecamere hanno incastrato i due indagati

A fare la differenza nelle indagini, condotte dalla Squadra Antirapina della Squadra Mobile, sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione, è stata la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati negli esercizi commerciali vicini alle colonnine prese di mira. Le registrazioni avrebbero fornito elementi indiziari ritenuti gravi e concordanti, sufficienti a sostenere la richiesta di misura cautelare poi accolta dal giudice. L’utilizzo delle immagini di videosorveglianza si conferma uno strumento investigativo determinante nella ricostruzione di episodi seriali come quello in esame, consentendo di collegare tra loro episodi apparentemente distinti e di individuare i responsabili con precisione.

Già arrestati a febbraio per un altro furto di rame

Non è la prima volta che i due finiscono nei guai per reati analoghi. Lo scorso 4 febbraio, entrambi erano stati tratti in arresto per un furto di cavi in rame ai danni di una cabina elettrica. Quell’episodio era distinto rispetto alla serie di colpi alle colonnine di ricarica, ma rientra in un quadro investigativo complessivo che ha portato alla nuova misura cautelare disposta nelle scorse ore.

La Procura ricorda la presunzione di innocenza

La Procura Distrettuale di Catania sottolinea che le indagini si trovano ancora in una fase in cui le difese non hanno potuto esercitare il pieno contraddittorio. Gli elementi raccolti dimostrerebbero, allo stato degli atti, il coinvolgimento dei due indagati, ma restano ipotesi investigative non ancora vagliate in sede dibattimentale.

Gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale condanna definitiva. Le accuse contestate rappresentano ipotesi investigative soggette alla verifica del processo.