Giustizia riparativa Catania: il centro apre a settembre

A Catania apre a settembre il Centro per la Giustizia Riparativa in via Leonardo Vigo, tra le prime strutture in Italia ad attuare la Riforma Cartabia.

Giustizia riparativa Catania: il centro aprirà a settembre in via Leonardo Vigo

La giustizia riparativa a Catania diventa realtà con l’apertura, prevista ai primi di settembre, del Centro per la Giustizia Riparativa in via Leonardo Vigo, nel quartiere Monte Po. Si tratta di una delle prime strutture in Italia ad attuare concretamente la Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), che ha introdotto la giustizia riparativa nell’ordinamento penale. L’annuncio è arrivato nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, dove il sindaco Enrico Trantino ha presentato il progetto insieme ai vertici giudiziari del territorio. Il centro nasce da un protocollo d’intesa firmato nell’ottobre 2025 tra il Comune e il Ministero della Giustizia, ed è stato istituito ufficialmente con delibera di giunta del 5 marzo 2026.

Chi ha partecipato alla presentazione

Alla conferenza di presentazione erano presenti, oltre al sindaco Trantino e al vice sindaco Massimo Pesce, gli assessori Serena Spoto e Giuseppe Marletta. Per la magistratura, il presidente della Corte d’Appello Antonino Porracciolo, il presidente del Tribunale Mariano Sciacca, la dirigente dell’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) Maria Pia Fontana e la dirigente dell’ufficio di servizio sociale per i minorenni Roberta Montalto. Presenti anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati Antonino Distefano e il presidente della Camera Penale Tommaso Tamburino.

Come funzionerà il centro

Il servizio è rivolto all’intero distretto della Corte d’Appello di Catania e si rivolge sia alle vittime del reato sia alle persone indicate come autrici dell’offesa, oltre ai soggetti della comunità: familiari, figure di supporto, rappresentanti di enti e associazioni. Il centro opererà in raccordo con l’autorità giudiziaria, il servizio sociale territoriale e le istituzioni locali. Sarà gestito da mediatori qualificati e da un team di assistenti sociali.

Il modello si fonda su garanzie precise: volontarietà, consenso libero e informato, riservatezza, terzietà dei mediatori. I programmi sono attivabili lungo l’intero iter penale e puntano alla riparazione delle conseguenze del reato, alla tutela della persona offesa, alla responsabilizzazione dell’autore e alla riduzione del rischio di recidiva.

Le parole di Trantino e la citazione dell’Iliade

Il sindaco non ha nascosto il peso simbolico dell’iniziativa. «Considero questa una delle iniziative più importanti della nostra amministrazione. Perché rappresenta una concreta attività di rigenerazione sociale, dal forte valore simbolico, rivolta a quella ricomposizione dei conflitti che è sottesa al tema della giustizia riparativa.» Per spiegare il senso profondo del progetto, Trantino ha evocato un episodio dell’Iliade: Priamo che supplica Achille per riottenere il corpo del figlio Ettore, e Achille che cede. Un gesto antico di incontro tra dolore e umanità.

«Quando si incontrano vittima e autore del reato, anche se in via mediata come previsto dal nostro nuovo sistema, quel che si fa non è portare delle scuse o comprendere il punto di vista di chi ha compiuto un grave fatto, ma permettere di andare oltre il trauma, ricominciare una nuova vita, favorire la funzione socializzante della pena. Come ci ricorda Papa Leone con l’ultima enciclica, è fondamentale dare rilevanza a ciò che unisce non a quanto divide.»

Il sindaco ha ringraziato gli assessori Marletta e Spoto, entrambi avvocati penalisti, e la direttrice dei servizi sociali Lucia Leonardi.

Il punto di vista della magistratura

Il presidente Porracciolo ha sottolineato come la giustizia riparativa serva a ricostruire legami sociali incrinati e rappresenti un percorso parallelo capace di favorire la crescita morale delle singole persone e di tutta la collettività. Da parte dei vertici giudiziari e degli avvocati presenti, apprezzamento unanime per un percorso già sperimentato con risultati significativi in diversi paesi europei e considerato un principio di civiltà giuridica.