Patto generazionale Catania: la Cisl lancia il Manifesto per le nuove generazioni

La Cisl di Catania presenta la “Carta per le Nuove Generazioni”: un Manifesto in dieci punti scritto insieme ai giovani contro spopolamento e fuga dei talenti.

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Patto generazionale Catania: la Cisl presenta la “Carta” in dieci punti

Il Patto generazionale Catania prende forma con il lancio della “Carta di Catania per le Nuove Generazioni”, promossa dalla Cisl Metropolitana di Catania: un Manifesto in dieci punti costruito insieme ai giovani del territorio, non soltanto per loro. L’iniziativa è stata al centro del convegno “Partecipazione è Responsabilità – Giovani, Lavoro, Partecipazione, Futuro”, tenuto al Seminario Arcivescovile di Catania il 21 luglio 2026.

Il punto di partenza è una fotografia demografica preoccupante. Negli ultimi 20 anni la Sicilia ha perso oltre 280mila residenti. Entro il 2050, secondo le proiezioni, il calo potrebbe attestarsi tra il 15 e il 20 per cento. I dati sulla cosiddetta “fuga dei talenti” rendono il quadro ancora più netto: un giovane siciliano su quattro si iscrive a un ateneo fuori regione, oltre 34mila studenti frequentano università del Centro-Nord e l’88% di loro tende a restare dove si è laureato. Negli ultimi dieci anni circa 56mila laureati siciliani hanno lasciato l’Isola.

I dati della ricerca e la voce dei giovani

I numeri sono stati elaborati dal professor Benedetto Torrisi, associato di Statistica economica all’Università di Catania, con il contributo del professor Santo Signorelli dello stesso ateneo. La ricerca, sviluppata su scala regionale e provinciale, ha evidenziato come la qualità del lavoro, la stabilità contrattuale e la possibilità di costruire un progetto di vita sostenibile siano i fattori decisivi nelle scelte di mobilità delle nuove generazioni.

A tradurre i dati in proposte concrete ci hanno pensato direttamente i giovani. Gaetano Liotta, Gorgui Diagne, Mattia Barbagallo, Noemi Vinci, Riccardo Riccioli e Salvatore Montalto, rappresentanti delle Consulte giovanili e del mondo studentesco, hanno contribuito alla definizione del Manifesto. Le priorità emerse riguardano lavoro, formazione, diritto allo studio, salute e benessere psicologico, innovazione, partecipazione democratica e contrasto allo spopolamento.

Il documento nasce da oltre sei mesi di ascolto e confronto, con il contributo progettuale di Lucrezia Quadronchi, segretaria territoriale della Cisl Catania.

Attanasio: «Non scritto sui giovani, ma insieme a loro»

«I dati della ricerca raccontano di una popolazione che invecchia, di giovani laureati e specializzati che lasciano il territorio alla ricerca di opportunità o di giusti salari e diritti contrattuali, seguiti poi dai loro genitori. Un capitale umano che rischia di disperdersi. La fuga dei giovani non è una fatalità: è il risultato di scelte e, proprio per questo, può diventare il risultato di nuove scelte. Abbiamo deciso di invertire il paradigma: il documento che presentiamo oggi non è stato scritto sui giovani, ma insieme ai giovani» ha dichiarato Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl Catania.

Attanasio ha poi chiuso il convegno con un appello alla responsabilità condivisa: «La straordinaria partecipazione dei giovani dimostra che esiste una generazione che non chiede assistenza, ma ascolto, responsabilità e possibilità di partecipare alle scelte che riguardano il proprio futuro. La Carta di Catania non chiude un percorso, lo apre. Non chiediamo deleghe, chiediamo alleanze. Il futuro non è un tempo che ci viene incontro: è un tempo che siamo chiamati a costruire insieme».

Fumarola: servono alleanze tra parti sociali, imprese e istituzioni

Al convegno ha preso parte anche Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl nazionale, che ha allargato il ragionamento oltre i confini siciliani. «Il tema dei giovani che lasciano il Sud e, più in generale, il nostro Paese riguarda tutta l’Italia. Dobbiamo creare le condizioni perché i giovani possano scegliere liberamente se restare oppure costruire altrove il proprio progetto di vita. Per riuscirci serve una grande alleanza tra parti sociali, imprese, istituzioni e politica, capace di trasformare gli obiettivi condivisi in azioni concrete».

Tra i presenti anche Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl Sicilia; Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana di Catania; monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania; monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone; Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania; Giuseppe La Ganga Senzio, direttore generale dell’ASP Catania; Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone, e altri rappresentanti del mondo scolastico, universitario e istituzionale. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Filippo Romeo.

I prossimi passi: il Patto aperto a istituzioni e comunità

La Carta di Catania è concepita come un documento aperto, disponibile alla sottoscrizione di istituzioni, imprese, università, comunità ecclesiali, associazioni e rappresentanze giovanili. Nelle prossime settimane la Cisl avvierà un confronto diretto con le singole amministrazioni comunali della provincia, puntando a trasformare il Patto in uno strumento concreto di corresponsabilità territoriale.

Il documento integrale, compreso il Manifesto in dieci punti, è consultabile sul sito della Cisl Catania.