Alec Ross a Catania: «L’Europa perde la sfida dell’IA per colpa della burocrazia»

ALEC ROSS AUTORE AMERICANO

Alec Ross a Catania: «L’Europa sta perdendo la sfida dell’IA per eccesso di burocrazia». L’ex consigliere di Obama, ospite a Confcommunication, lancia un monito contro le regole scritte da “analfabeti tecnologici” e invita l’Italia a liberare il proprio genio creativo.

L’intelligenza artificiale non è un rischio etico da confinare nei palazzi del potere, ma il terreno di una competizione globale che l’Europa rischia di perdere. Sul palco di Confcommunication, ospitato all’interno dell’Expo della Pubblicità presso SiciliaFiera di Misterbianco, Alec Ross ha scosso la platea con un intervento provocatorio e visionario. L’ex consigliere per l’Innovazione del Dipartimento di Stato americano ha criticato aspramente l’approccio regolatorio dell’Unione Europea, definendolo un ostacolo che spinge i migliori talenti fuori dai confini nazionali.

Il punto di rottura, secondo l’esperto, risiede nella distanza abissale tra la politica e la tecnica. «Ho letto ogni parola di queste 300 pagine di regolamentazione dell’intelligenza artificiale, ma è stato scritto da persone che sono analfabete tecnologicamente», ha esordito Ross. Citando l’esempio della fuga di ricercatori verso la Svizzera, ha spiegato come una protezione dei dati troppo rigida impedisca la ricerca scientifica: «Invece di lasciare la decisione agli imprenditori, i politici regolano sulla base della dimensione, ignorando i meccanismi profondi dell’innovazione».

Con una metafora tagliente, Ross ha paragonato l’attuale burocrazia a uno «zaino pieno di sassi» che rallenta un Paese costretto a fare da spettatore mentre gli Stati Uniti corrono. «Siamo al 182esimo posto mentre gli americani avanzano. Qui facciamo la pizza e suoniamo il mandolino per quelli che investono fuori. Dobbiamo togliere questi sassi». Per Ross, l’innovazione non è solo calcolo, ma psicologia applicata: il successo di colossi come Facebook nasce dall’unione tra informatica e comprensione dei bisogni umani, una sintesi interdisciplinare che l’Italia, con il suo bagaglio umanistico, potrebbe dominare.

Nonostante la critica al sistema, Ross nutre una stima profonda per il genio italico, ricordando una lista ineguagliabile di invenzioni nate nella penisola, dal motore a scoppio alla radio, fino alla batteria e all’insulina. «I talenti ci sono, ma a Cupertino mi dicono sempre la stessa cosa: “Qui vengo apprezzato”». In chiusura, Ross ha esortato gli imprenditori siciliani a investire sui giovani, a non smettere mai di imparare e a integrare concretamente l’IA nei processi aziendali. Il suo prossimo libro, Le catene che ci impediscono il futuro, in uscita a maggio, promette di essere il manifesto per liberare l’Italia da questi fardelli burocratici.