Oltre tre chilometri di commercio, liscìa e dinamismo urbano
Un’arteria pulsante che collega il cuore di Catania alla periferia, dove l’identità rionale si fonde con una frenesia commerciale senza pari.
Mentre la via Etnea è il salotto barocco della città, il viale Mario Rapisardi ne rappresenta il motore infaticabile e quotidiano. Esteso per quasi quattro chilometri, questo lungo asse viario funge da spina dorsale per diversi quartieri – da San Leone a Nesima, passando per la zona della Sacra Famiglia – costituendo una vera e propria città nella città, dotata di una propria autonomia sociale e commerciale.
Intitolato al “Vate Etneo”, il poeta Mario Rapisardi che qui viene celebrato con orgoglio, il viale è celebre per la sua densità di esercizi commerciali: dalle botteghe storiche alle grandi catene, non esiste servizio che non sia reperibile lungo i suoi marciapiedi. Camminare lungo il “Viale” significa immergersi nella liscìa catanese, quell’ironia sottile e dissacrante che esplode nei chioschi, nei bar storici e tra i banchi degli ambulanti, rendendo questa strada un palcoscenico a cielo aperto della catanesità più verace.
Nonostante la sua natura prevalentemente residenziale e commerciale sviluppatasi nel secondo dopoguerra, il viale Mario Rapisardi conserva angoli di memoria storica e sfide moderne. Se da un lato è l’arteria del traffico e del dinamismo, dall’altro è il luogo dove la comunità si ritrova per il rito della colazione o per lo shopping pomeridiano. La sua importanza è tale che, nel gergo cittadino, “andare al Viale” è un’espressione che definisce un intero stile di vita, fatto di comodità, incontri casuali e un incessante movimento che non si placa nemmeno nelle ore serali.
Oggi il viale guarda al futuro con i progetti di espansione della metropolitana, cercando un equilibrio tra la sua anima di grande emporio urbano e la necessità di spazi più vivibili. Resta, per ogni catanese, il simbolo di una città operosa, rumorosa e profondamente legata alle proprie radici, capace di trasformare un lungo rettilineo d’asfalto in un cuore sociale pulsante che batte all’unisono con il resto della metropoli etnea.
