Regione Siciliana: il presidente Schifani rivendica i risultati e conferma la ricandidatura

Scenari politici e tensioni nel centrodestra, Schifani punta al raddoppio: «Nel centrodestra vale la regola dei dieci anni». Mentre a Cologno Monzese la famiglia Berlusconi chiede discontinuità a Tajani, il governatore siciliano rivendica i risultati di bilancio e annuncia la ricandidatura, sfidando i malumori degli alleati e le spaccature interne alla DC.

Il panorama politico siciliano e nazionale attraversa una fase di profonda ridefinizione, segnata da equilibri precari e ambizioni di governo. A Palermo, il presidente della Regione Renato Schifani ha rotto gli indugi confermando la volontà di correre per un secondo mandato, richiamando la consuetudine della coalizione di garantire un decennio per completare i programmi amministrativi. Il governatore ha citato i casi di Molise e Sardegna come uniche eccezioni dovute a contingenze specifiche, ribadendo che la continuità è un fatto logico per la coerenza del buon governo.

Conti record e braccio di ferro con gli alleati

A sostegno del proprio “bis”, Schifani ha messo sul piatto i risultati economici della sua giunta, evidenziando un avanzo di bilancio presunto di 5,3 miliardi di euro, un dato definito senza precedenti. Sul fronte delle opere, ha confermato l’obiettivo di avviare i cantieri dei termovalorizzatori entro fine legislatura. Tuttavia, la compattezza della maggioranza è messa a dura prova: se da un lato Schifani annuncia incontri sistemici con i capigruppo all’Ars per evitare paralisi legislative, dall’altro deve gestire l’isolamento denunciato da settori di Forza Italia e il veto di Fratelli d’Italia sul rientro in giunta della Democrazia Cristiana.

Lo Scudocrociato si spacca sui nomi

Proprio la DC si trova al centro di uno scontro interno che ne complica il posizionamento. Il partito è diviso sulla poltrona in palio nell’esecutivo regionale: i commissari regionali e il gruppo parlamentare sostengono Ignazio Abbate, mentre sette segretari provinciali su nove hanno avanzato il nome della presidente del partito, Laura Abbadessa. Questa spaccatura, unita alle resistenze degli alleati che tuonano contro un possibile ritorno in giunta dei centristi, rende la pace nella coalizione tutt’altro che scontata.

Il nodo Forza Italia: il vertice di Cologno Monzese

Parallelamente, a Cologno Monzese si è consumato un teso confronto di oltre quattro ore tra il segretario Antonio Tajani e la famiglia Berlusconi, alla presenza di Gianni Letta. Marina e Pier Silvio Berlusconi hanno chiesto una netta discontinuità dopo la recente sconfitta referendaria sulla giustizia. Il dibattito si è concentrato sulla sostituzione di Paolo Barelli alla Camera con Enrico Costa, figura di equilibrio tra le diverse anime, e sulla gestione dei congressi regionali. La famiglia preme per temporeggiare nei territori “caldi”, inclusa la Sicilia, subordinando la fiducia al segretario alla sua capacità di aprire il partito oltre il proprio “cerchio magico”.