Consiglio dei Ministri: confermata la data del Referendum costituzionale, integrato il quesito con gli articoli della Carta
Nessuno slittamento: il Governo conferma le date del 22 e 23 marzo per la consultazione sulla riforma Nordio. Scheda elettorale integrata con i riferimenti agli articoli della Costituzione.
Le urne si apriranno regolarmente, senza alcun rinvio. Il Consiglio dei Ministri ha sciolto le riserve che aleggiavano sulla consultazione popolare, confermando che il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere si terrà il 22 e 23 marzo 2026. Palazzo Chigi ha così sgombrato il campo dalle ipotesi di slittamento circolate nelle ultime ore, optando per il rispetto del calendario originario ma procedendo a un’integrazione tecnica fondamentale per la correttezza del voto.
La decisione, maturata durante la riunione dell’Esecutivo iniziata alle ore 12:00, accoglie le direttive della Corte di Cassazione. La novità sostanziale riguarda la formulazione del testo sulla scheda elettorale, che non sarà generico ma includerà i riferimenti espliciti agli articoli della Carta interessati dalla riforma. Gli elettori troveranno citati gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione: una mossa che il governo definisce necessaria per garantire una «maggiore completezza informativa» al cittadino nel momento cruciale della scelta.
Il provvedimento ha riacceso immediatamente il dibattito politico. Se dai comitati per il “No” si leva l’accusa di una eccessiva velocità che rischierebbe di sacrificare l’approfondimento su temi delicati come i due Csm e l’Alta Corte disciplinare, la maggioranza respinge le critiche al mittente. L’integrazione del quesito, sostengono fonti di governo, serve proprio a rendere palese la portata della riforma, toccando i cardini del sistema giudiziario italiano.
Confermati, dunque, anche gli orari per l’accesso ai seggi: si voterà domenica 22 marzo dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 23 marzo dalle 7:00 alle 15:00. Soddisfazione è stata espressa dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per una soluzione che elimina ogni incertezza temporale e permette alle forze politiche di entrare nel vivo della campagna referendaria con un perimetro normativo ormai definitivo.
