Sanremo Carlo Conti

Un anno fa il trionfo a sorpresa di Olly con “Balorda nostalgia”: storia di un’edizione che ha ribaltato i pronostici e lanciato la nuova onda del pop italiano.

Sanremo 2025, il ricordo di una rivoluzione: quando l’Ariston incoronò la “Gen Z” e Carlo Conti riuscì nel miracolo di unire le generazioni.

Esattamente un anno fa, l’Italia si svegliava con un verdetto che avrebbe cambiato gli equilibri della discografia nazionale. Mentre oggi gli occhi sono puntati sull’edizione olimpica del 2026, è impossibile non riavvolgere il nastro a quel febbraio 2025, quando il 75° Festival di Sanremo si concluse con una delle vittorie più inaspettate e discusse degli ultimi decenni: il trionfo di Olly.

Con la sua “Balorda nostalgia”, il giovane cantautore genovese riuscì a sbaragliare la concorrenza di giganti come Fedez (quarto) e Giorgia (sesta), portando sul gradino più alto del podio un sound fresco, ibrido, capace di raccontare le inquietudini di una generazione. Fu l’edizione delle sorprese: al secondo posto si piazzò il rock teatrale di Lucio Corsi con “Volevo essere un duro”, seguito dalla poesia malinconica di Brunori Sas con “L’albero delle noci”. Un podio interamente “alternativo” che certificò il coraggio del direttore artistico Carlo Conti, abile nel costruire un cast che guardava al futuro senza tradire la tradizione.

Quell’edizione del 2025 viene ricordata anche per la vittoria tra le Nuove Proposte del giovanissimo Settembre con “Vertebre” e per gli ascolti record delle serate condotte insieme a icone come Alessandro Cattelan e Alessia Marcuzzi. Ma fu soprattutto il Festival che sdoganò definitivamente la “nuova scuola” cantautorale, aprendo la strada a quel rinnovamento che oggi, nel 2026, diamo ormai per scontato. Riascoltare oggi quella “Balorda nostalgia” non è solo un esercizio di memoria, ma la conferma che Sanremo, un anno fa, ha saputo leggere il presente prima di tutti.