Cerimonia inaugurale Milano-Cortina 2026: Mattarella apre i Giochi, spettacolo e appelli alla pace a San Siro

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San Siro e le Dolomiti uniti in un unico abbraccio: Mattarella dà il via ai Giochi davanti a due miliardi di spettatori. Pausini e Carey incantano, Ghali recita Rodari contro la guerra.

Milano-Cortina 2026, la notte dell’Armonia: spettacolo stellare per l’apertura. Ovazione per l’Ucraina, fischi per Israele. L’Italia sfila per ultima guidata da Fontana e Pellegrino.

MILANO – Sotto il cielo di San Siro, l’Italia ha acceso la luce. Davanti a 80mila spettatori e a una platea globale stimata in due miliardi di persone, si è alzato il sipario sulla XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Una cerimonia diffusa, un dialogo continuo tra la metropoli e la montagna, celebrata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni. Il tema scelto dal direttore artistico Marco Balich è l’Armonia, un concetto declinato attraverso la bellezza, la musica e la richiesta, potente, di una tregua olimpica in un mondo segnato dai conflitti.

Le voci delle dive: l’Inno e l’omaggio a Modugno
Il primo brivido della serata è corso sulle note dell’Inno di Mameli. Laura Pausini, icona della musica italiana nel mondo, ha intonato il “Canto degli Italiani” creando un ponte sonoro e visivo con Cortina, dove un coro di montagna ha risposto in sincrono, unendo idealmente le due anime dei Giochi. Ma San Siro si è trasformato in un palcoscenico internazionale con l’ingresso di Mariah Carey. La diva americana, fasciata in un abito bianco scultura firmato dallo stilista siciliano Fausto Puglisi, ha regalato un omaggio all’Italia interpretando “Nel blu dipinto di blu”. Il celebre “Volare” di Modugno è diventato un inno di speranza, seguito dalla hit “Nothing Is Impossible”, perfetta colonna sonora dello spirito sportivo.

Il viaggio nella bellezza e nella storia
Lo show è stato un tributo alla cultura italiana in tutte le sue forme. Il campo di San Siro è diventato un museo a cielo aperto con l’omaggio ad Antonio Canova e al suo “Amore e Psiche”, animato da 70 ballerini dell’Accademia della Scala. Spazio anche al cinema e alla poesia con Pierfrancesco Favino che ha recitato L’Infinito di Leopardi, e alla moda, con una sfilata griffata Giorgio Armani capitanata dalla top model Vittoria Ceretti. Matilda De Angelis ha vestito i panni di una direttrice d’orchestra pop dirigendo un medley tra Verdi, Puccini, Rossini e la Raffaella Carrà, mentre Sabrina Impacciatore ha ripercorso in stile musical i 100 anni di storia delle Olimpiadi invernali.

Pace e geopolitica: gli applausi e i fischi
Non sono mancati i riferimenti all’attualità. Ghali, cresciuto proprio nel quartiere di San Siro, ha portato un messaggio potente recitando la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari (“Ci sono cose da non fare mai, per esempio la guerra”) in italiano, inglese e francese. Un appello alla pace rafforzato dalla presenza di Charlize Theron, ambasciatrice ONU. Tuttavia, la cronaca ha fatto irruzione durante la parata delle 92 delegazioni: se l’Ucraina è stata accolta da una pioggia di applausi e da una standing ovation, l’ingresso degli atleti di Israele è stato accompagnato da udibili fischi provenienti dagli spalti. Toccante, invece, l’omaggio del Giappone, i cui atleti hanno sfilato sventolando anche il tricolore italiano.

L’orgoglio azzurro e il protocollo solenne
Il momento più atteso è stato l’ingresso dell’Italia, ultima nazione a sfilare. A San Siro il tricolore è stato portato da Arianna Fontana, alla sua seconda volta da portabandiera (“È speciale perché siamo a casa”, ha detto l’atleta valtellinese), e da Federico Pellegrino. In contemporanea, a Cortina, sventolavano la bandiera Federica Brignone e Amos Mosaner.

La solennità del protocollo ha visto due prime volte storiche: a Milano l’alzabandiera è stato eseguito dal Reggimento Corazzieri, mentre a Cortina tre donne Carabiniere in Grande Uniforme Storica hanno issato il vessillo nazionale. Il finale, sulle note dell’Inno Olimpico eseguito dal pianista Lang Lang e dalla voce di Cecilia Bartoli, ha lasciato spazio all’emozione pura: i Giochi sono aperti, l’Italia è al centro del mondo.