Auto a benzina (cataniaoggi.it-pexels)
Accise allineate, diesel più caro della verde: il Mimit annuncia controlli anti-speculazioni sui listini.
ROMA. Effetto accise sui prezzi dei carburanti. L’aumento della tassazione sul diesel e la riduzione equivalente di quella sulla benzina, previsto dalla Manovra ed entrato in vigore il primo gennaio, ha reso il gasolio più caro della verde. Un sorpasso che ribalta il tradizionale binomio negli impianti di distribuzione e che non si vedeva da tre anni a questa parte.
Il prezzo medio nazionale del diesel viaggia infatti ora a 1,666 euro al litro contro 1,650 euro della benzina, scesa al livello più basso, secondo il ministero delle Imprese, dal 2021. L’inversione non si verificava invece dal 9 febbraio 2023, all’uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina. Il Mimit rivendica l’attenzione posta in questi giorni per evitare distorsioni del mercato e speculazioni sui listini, assicurando un continuo monitoraggio.
Non tutte le Regioni sono, però, uguali. Come fa notare l’Unione nazionale consumatori, in alcune zone d’Italia, come il Lazio, il diesel continua a costare di più. Le differenze di prezzo, inoltre, sono significative: Bolzano batte tutti con il diesel a 1,730 euro al litro, al secondo posto Trento (1,701 euro), seguita dalla Valle d’Aosta (1,698 euro). All’opposto la Campania, dove un litro di gasolio costa 1,644 euro, poi le Marche (1,654 euro) e la Lombardia (1,656 euro).
L’allineamento delle accise prevede una riduzione di 4,05 centesimi di euro al litro per la benzina e un aumento dello stesso importo per il diesel. Su entrambi i carburanti il valore risulta, quindi, oggi identico e pari a 67,26 centesimi di euro. L’intervento, previsto dal “Pnrr” e che, in base alle previsioni iniziali, doveva essere spalmato su 5 anni, ha subito una netta accelerazione per rientrare nelle coperture della legge di Bilancio.
Le entrate attese quest’anno si avvicinano ai 600 milioni. Alla base c’è l’intenzione di ridurre i Sad, i sussidi ambientalmente dannosi, che vedevano il gasolio privilegiato fiscalmente nonostante il maggiore impatto ambientale dei motori diesel.
Sul gasolio l’Italia ha ora l’accisa più alta d’Europa. Sulla benzina il Paese scivola, invece, dal terzo all’ottavo posto, dietro Francia e Irlanda e sopra la Germania.
Come rileva Staffetta Quotidiana, sui prezzi dei carburanti si è, peraltro, riversato dal primo gennaio anche un nuovo aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, legato al rialzo della quota d’obbligo: secondo Staffetta, il costo di miscelazione è cresciuto tra 1,5 e 2 centesimi al litro. L’aumento è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scese tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno proprio di 1,5-2 centesimi al litro, senza che questo si traducesse in un calo dei prezzi alla pompa.
