Comando Provinciale Carabinieri Catania: denunciato sorvegliato speciale per porto di armi improprie

Controlli a San Giovanni Galermo: sventato potenziale rischio, denunciato un 30enne con una mazza da baseball. L’uomo, già sottoposto a sorveglianza speciale, è stato fermato dai Carabinieri di Gravina di Catania durante un pattugliamento notturno nel parcheggio scambiatore di via Misericordia.

Nell’ambito di una più ampia strategia di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione dei reati, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania hanno denunciato a piede libero un uomo di 30 anni, residente a Catania. L’individuo, già noto alle forze dell’ordine e attualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è stato trovato in possesso di uno strumento atto ad offendere.

Il controllo nel parcheggio scambiatore

L’operazione è scattata durante un servizio perlustrativo notturno all’interno del parcheggio scambiatore di via Misericordia, nel quartiere di San Giovanni Galermo. I militari hanno notato un’utilitaria ferma con un giovane a bordo e, insospettiti dall’ora tarda, hanno deciso di procedere a un accertamento più approfondito. Dopo aver identificato il conducente, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione che ha interessato sia la persona che il veicolo.

Il sequestro della mazza in metallo

All’interno del bagagliaio dell’auto è stata rinvenuta una mazza da baseball in metallo, lunga complessivamente 62 centimetri. Il 30enne non è stato in grado di fornire alcun valido motivo che ne giustificasse il trasporto, non risultando praticante di discipline sportive legate all’uso di tale strumento. La mazza è stata immediatamente posta sotto sequestro dai militari dell’Arma.

Le accuse e la violazione delle misure di prevenzione

Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la detenzione di armi improprie, ai sensi della legge 110/1975 che vieta il porto di oggetti atti ad offendere senza giustificato motivo. Inoltre, gli è stata contestata la violazione del decreto legislativo 159/2011 per aver trasgredito agli obblighi previsti dalla sorveglianza speciale a cui era già sottoposto per precedenti reati. Le autorità precisano che la posizione dell’indagato resta soggetta a verifiche in sede giurisdizionale, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.