Catania, il Braille come ponte per l’inclusione: una giornata tra cultura e partecipazione.

Sabato 21 febbraio alle ore 9 presso le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero. Focus sull’accessibilità universale e sul dodecalogo inviato alle istituzioni cittadine.

L’accessibilità non è un privilegio, ma un fatto di democrazia. Catania si prepara a celebrare la Giornata Nazionale del Braille con un programma denso di riflessioni e attività educative rivolte soprattutto alle nuove generazioni.

Sabato 21 febbraio, a partire dalle ore 9, le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero ospiteranno l’incontro dal titolo “Braille e non solo”. L’iniziativa, organizzata dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) di Catania insieme a Officine Culturali, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del sistema Braille come strumento di autonomia e accesso alla cultura. Il dibattito, moderato dalla giornalista Ornella Sgroi e dal tiflologo Leonardo Sutera, si concentrerà sulla necessità di abbattere le barriere sensoriali e cognitive che ancora limitano la fruizione dei siti culturali.

Un tema centrale sarà la pluridisabilità, che colpisce migliaia di bambini per i quali il solo Braille può non essere sufficiente. «A loro si rivolge soprattutto la nostra attenzione – dichiara Rita Puglisi, presidente dell’UICI di Catania – per evitare che rimangano esclusi dall’istruzione e dai servizi essenziali». In vista dell’appuntamento, è stato inviato alle istituzioni locali un dodecalogo per l’accessibilità integrata: dodici suggerimenti “a costo zero” per rendere Catania una città realmente fruibile per tutti, dai monumenti ai semplici marciapiedi.

L’evento vedrà la partecipazione attiva degli studenti dei licei Boggio Lera e Spedalieri, coinvolti come ambasciatori di buone prassi. Subito dopo il convegno, i giovani prenderanno parte all’attività ludico-motoria “Alla scoperta del Braille!”, un gioco educativo che trasforma l’alfabeto tattile in un’avventura condivisa. Come sottolineato da Francesco Mannino, presidente di Officine Culturali, l’obiettivo è garantire la massima partecipazione al patrimonio culturale, permettendo a strade, musei e biblioteche di accogliere e consentire la coesistenza di ogni cittadino.