Ministero della Giustizia e ANM: scontro aperto sui fondi del comitato referendario
Scambio di lettere al vetriolo tra la Gabinetto Bartolozzi e il Presidente Parodi sul “Comitato Giusto dire No”. Nordio insiste sul sistema “paramafioso”: «Ho altre frasi peggiori».
Resta altissima la tensione tra governo e magistratura in vista del referendum sulla giustizia. All’aspra polemica sulle frasi del ministro Carlo Nordio si aggiunge ora uno scontro documentale sui presunti finanziamenti al sindacato delle toghe.
Il cuore della nuova contesa è una missione inviata dalla capo di Gabinetto di via Arenula, Giulia Bartolozzi, al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Cesare Parodi. Nella missiva si cita un «potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori» del “Comitato Giusto dire No”, invitando il sindacato a rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti dai cittadini. La richiesta segue i dubbi sollevati dal deputato di Forza Italia Enrico Costa su possibili finanziamenti indiretti all’Anm.
La risposta di Cesare Parodi non si è fatta attendere: il presidente dell’ANM ha definito il Comitato un soggetto «giuridicamente assolutamente autonomo» e ha bollato la richiesta ministeriale come contraria alla «salvaguardia della privacy» dei cittadini. Immediata la controreplica di Forza Italia, che definisce l’autonomia del comitato una «barzelletta». Sul fronte delle opposizioni, Pd, M5S e Avs parlano apertamente di «grave intimidazione» e di tentativi di stilare «liste di proscrizione».
Parallelamente, il Guardasigilli Carlo Nordio non arretra sulle sue dichiarazioni relative a un sistema «paramafioso» in seno al CSM, citando riflessioni del magistrato Nino Di Matteo. «Ne ho altre anche peggiori, ne dirò una al giorno», ha avvisato Nordio, trovando sponda in Fratelli d’Italia e Lega, mentre in Forza Italia si registra imbarazzo per i toni utilizzati. Intanto, la maggioranza si prepara a una maratona oratoria a inizio marzo a Milano, cercando di gestire il rebus dell’astensione e valutando l’impegno diretto della premier Meloni negli ultimi dieci giorni di campagna.
