Catania e Siracusa: operazione dei Carabinieri per omicidio, due arresti
Svolta nell’omicidio di Salvatore Alfio Privitera: risolto il giallo del 35enne trovato carbonizzato a Carlentini. Operazione antimafia dei Carabinieri tra Catania e la Calabria: l’inchiesta certosina incastra Pietro Catanzaro e Danilo Sortino per un’esecuzione legata a droga e debiti di gioco nell’orbita del clan Cappello-Bonaccorsi.
Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa hanno portato a termine una vasta operazione antimafia. L’azione, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo su richiesta della DDA, ha condotto all’arresto di Pietro Catanzaro (35 anni) e del ventiduenne Danilo Sortino. I due sono ritenuti responsabili, in concorso, di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio, con l’aggravante del metodo mafioso.
L’operazione di oggi è il risultato di indagini certosine che hanno permesso di fare luce sull’efferato delitto di Salvatore Alfio Privitera, il cui corpo carbonizzato era stato rinvenuto all’alba del 6 gennaio scorso nelle campagne di Carlentini. La capacità di chiudere indagini così complesse rappresenta sicuramente una delle ricette più importanti nel contrasto alla criminalità organizzata. La svolta investigativa è giunta grazie al tracciamento GPS dell’auto della vittima, che ha permesso di individuare la scena del crimine primaria sulla spiaggia del “Villaggio Ippocampo di Mare” a Catania. Secondo la ricostruzione, la sera del 5 gennaio Privitera sarebbe stato ucciso con un colpo di fucile alla nuca dopo una violenta colluttazione, i cui segni sono stati repertati dal RIS di Messina.
Il movente dell’esecuzione sarebbe legato a profondi dissidi nel traffico di sostanze stupefacenti e debiti di gioco. In particolare, si ipotizza che la vittima avesse sottratto della droga a Pietro Catanzaro, figlio di un esponente di vertice del clan Cappello-Bonaccorsi. Dopo l’omicidio, gli indagati avrebbero trasportato il cadavere in località San Demetrio (Carlentini), dando fuoco alla vettura per distruggere le prove.
All’operazione hanno partecipato reparti d’élite dell’Arma, tra cui lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”, il Nucleo Cinofili di Nicolosi e il 12^ Nucleo Elicotteri, con il supporto dei militari di Vibo Valentia. Proprio in Calabria è stato catturato Sortino, che aveva tentato di rendersi irreperibile. I dettagli tecnici dell’attività investigativa sono stati illustrati durante una conferenza stampa presso la Procura di Catania.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
