Sicilia, centrodestra allo sbando: FdI e Lega aprono al voto anticipato dopo l’ARS
Regione siciliana (cataniaoggi.it-facebook)
Il voto anticipato smette di essere un tabù nel centrodestra siciliano. Dopo l’ennesima disfatta all’ARS, Fratelli d’Italia e Lega alzano la voce. Sbardella: «Non possiamo andare all’ARS a prendere schiaffi tutte le volte». Figuccia: «O si svolta, o meglio restituire la parola agli elettori». Schifani tiene la barra dritta: «Si vota nel 2027».
Tutto rinviato a dopo le elezioni comunali, ma non oltre. La tensione lievita da mesi, rinfocolata dal mini rimpasto e dalle divisioni nelle amministrative: Agrigento con il centrodestra diviso, Enna con una lista di area centrodestra alleata al centrosinistra. Il coordinatore della Lega in Sicilia, Nino Germanà, non usa mezzi termini: «Non è bello e non è giusto andare avanti così: è necessario un confronto». Il commissario regionale di FdI, Luca Sbardella, va oltre: «A Palazzo dei Normanni le cose non stanno funzionando come dovrebbero. Le elezioni anticipate? È normale che quando in Assemblea regionale non riesci più ad approvare nulla di ciò che porta il governo o la maggioranza, una riflessione va fatta e seriamente. O si trova una ragione per andare avanti, o è tutto inutile». E ancora: «Non possiamo andare all’ARS a prendere schiaffi tutte le volte e consentire che a decidere sia Cracolici o il resto dell’opposizione».
Il “logoramento” e il nodo sanità
Nei ragionamenti delle segreterie si fa strada una parola nuova: “logoramento”. Quello di una maggioranza che non ha sciolto i propri nodi col rimpasto e che dovrà gestire anche gli aggiornamenti delle vicende giudiziarie che riguardano la giunta. «A pesare – spiega Sbardella – potrebbe essere soprattutto l’impasse politica». Il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia indica nella sanità l’origine di molti dei mali: «Liste d’attesa interminabili, reparti in sofferenza, pronto soccorso in affanno. Una parte consistente della maggioranza non sembra affatto soddisfatta degli attuali equilibri all’interno dell’Assemblea e di alcuni assessorati, come quello della Sanità». Figuccia è diretto: «Fare finta di nulla è ipocrisia. Non si può continuare a tirare a campare fino alla fine della legislatura. In caso contrario, meglio restituire la parola agli elettori». A tenere calda la brace c’è anche il caso Cuffaro: la scelta del patteggiamento dell’ex leader DC, mal digerita da FdI e accolta con imbarazzo dai partiti alleati.
Forza Italia frena, Schifani tiene
Il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, tenta di stemperare: Schifani ha già annunciato un confronto con tutti i parlamentari del centrodestra per definire le prossime priorità, a partire dalla variazione di bilancio di luglio. Da Palazzo d’Orleans il governatore appare sereno e fermo: «Si andrà a votare a scadenza naturale, nel 2027». In agenda la parifica del bilancio 2022 – udienza alla Corte dei Conti il 27 maggio – la riforma della dirigenza e il rinnovo degli organismi di enti e partecipate. Sarà tutto più chiaro dopo le amministrative, quando si terrà il vertice già confermato dal governatore. Sul fronte opposto, il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola conta quasi duemila partecipanti ai tre incontri per “Nova” a Palermo, Trapani e Ragusa, e parla di «molta voglia di partecipazione popolare».
