Sicilia, maggioranza in crisi: Schifani convoca i partiti, FdI chiede la resa dei conti

Alta tensione nella maggioranza che sostiene il governo Schifani all’indomani del voto all’ARS sul blocco delle assunzioni nelle partecipate. I numeri parlano chiaro: 21 deputati del centrosinistra compatti contro una maggioranza dimezzata rispetto ai 44 deputati teorici. Fratelli d’Italia chiede la resa dei conti dopo le Comunali. Il governatore convoca i segretari dei partiti e i capigruppo, ma assicura: «Si voterà a scadenza naturale».

Gli uomini di Fratelli d’Italia hanno letto i resoconti parlamentari come radiografie della maggioranza. Il quadro emerso nelle chat dei meloniani è impietoso: la Lega aveva in aula, nei momenti più importanti, solo due deputati – il capogruppo Salvo Geraci e Vincenzo Figuccia, risultato «non votante». Forza Italia contava appena 5 deputati su 14. I parlamentari dell’MPA erano assenti o, come nel caso del capogruppo Roberto Di Mauro, dichiaratamente favorevoli al blocco delle assunzioni. Risultato: il centrosinistra compatto con 21 deputati ha ribaltato i rapporti di forza contro una maggioranza ridotta a meno della metà dei suoi 44 teorici.

Schifani prova a derubricare, FdI non ci sta

A margine del convegno organizzato da Repubblica Palermo per gli 80 anni dello Statuto siciliano, Renato Schifani prova a minimizzare: «Tutto è dovuto al momento pre-elettorale che ha determinato alcune assenze e tensioni interne per divisioni sul territorio». Sulla squadra di governo e sulla data del voto è netto: «La squadra rimane fino al voto che avverrà nell’autunno dell’anno prossimo. Più che un chiarimento si farà una registrazione di maggioranza, registrando le presenze, con i segretari e i capigruppo». Ma tra i Fratelli di Sicilia la riflessione si protrae da giorni. Il commissario regionale Luca Sbardella è esplicito: «Non era una voce isolata, quella di Giorgio Assenza. Su questo punto siamo tutti dello stesso avviso: si va avanti fin tanto che ci sono le condizioni per poter attuare il programma». E ha garantito che dopo le Amministrative il partito aprirà il caso della lealtà nella maggioranza. La resa dei conti è solo rinviata.

I segnali di elezioni anticipate e la Lega contro l’opposizione

L’emendamento Cracolici, inizialmente valido fino al 31 dicembre 2027, è stato modificato con la formula «fino alla prima seduta dell’ARS eletta successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge» – come a dire che la nuova Assemblea potrebbe insediarsi molto prima. I gruppi di FI e FdI hanno già chiesto ai dipendenti di smaltire le ferie entro agosto e settembre. Il commissario forzista Nino Minardo ha riunito i deputati regionali a Enna: tema, il dopo Schifani e le recriminazioni sulle nomine. Corre anche un’indiscrezione ricorrente: il voto di mercoledì non sarebbe stato del tutto sgradito ad alcuni ambienti della maggioranza, perché indebolirebbe enti guidati dall’MPA – l’AST su tutti – e dalla Lega, come i consorzi di bonifica. Il capogruppo del Carroccio Geraci ha però guardato nell’altra direzione: «Chi ha voluto fermare le assunzioni si è assunto una responsabilità enorme: paralizzare la Sicilia. Tutto ciò per mero calcolo politico dell’opposizione».