Pubblica Amministrazione, scontro sullo smart working: sindacati contro i tagli nei ministeri

Il ministero dell'Economia

Il comparto della Pubblica Amministrazione è segnato da un acceso scontro tra istituzioni e sindacati a causa del drastico ridimensionamento del lavoro agile. Mentre i dipendenti rivendicano i benefici dello smart working per la qualità della vita, diversi ministeri strategici impongono un rientro in presenza che dimezza le giornate precedentemente garantite.

La tensione ha portato alla proclamazione di stati di agitazione e di almeno una giornata di sciopero, con il caso di Palazzo Chigi in primo piano. Qui, le sigle sindacali Snaprecom, Usb, Cisl, Flp e Sipre hanno richiesto una conciliazione al Ministero del Lavoro. Secondo il monitoraggio della Flp, molte amministrazioni centrali stanno attuando un “dietrofront” rispetto alla normativa post-Covid, rendendo i due giorni di smart working settimanali un obiettivo difficile da raggiungere.

Il quadro dei tagli coinvolge diversi dicasteri chiave:

  • Ministero della Giustizia: è in corso il tentativo di ridurre lo smart working da due giorni a un solo giorno a settimana.
  • Ministero dell’Economia: è stata stabilita una soglia di sei giorni mensili, estendibili a otto solo per caregiver o lavoratori fuori sede.
  • Farnesina: le giornate concesse scendono a 4-6 al mese, con l’esclusione totale dello smart working per ambasciate e consolati.
  • Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura: il sindacato segnala forti tentativi di arretramento delle concessioni attuali.
  • Uffici Periferici: si registra una riduzione media del 50% delle giornate agili rispetto alle sedi centrali, penalizzando i lavoratori fragili e i pendolari.

Nonostante le resistenze segnalate anche presso l’Agenzia delle Entrate e i ministeri di Salute e Interno, i sindacati sono finora riusciti a mantenere lo standard degli otto giorni mensili. I lavoratori considerano il lavoro agile un incentivo fondamentale per restare impiegati negli enti locali, grazie al risparmio di tempo e costi di trasporto e a una migliore percezione della qualità della vita.