Polizia di Stato, maxi sequestro a Catania: rinvenuti 44 kg di cocaina e fermato un 31enne
Maxi sequestro della Squadra Mobile: il fuggitivo aveva speronato la volante prima di abbandonare il mezzo a San Cristoforo. Tentativo maldestro di denunciare il furto dell’auto, poi l’arresto in Questura.
Un carico di droga dal valore milionario, un inseguimento rocambolesco tra la Zona Industriale e i quartieri popolari, e infine l’arresto grazie a un’intuizione investigativa. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Catania che ha portato al fermo di un 31enne extra comunitario, K.S.A.A., accusato di detenzione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Tutto è iniziato nella mattinata del 9 febbraio, quando gli agenti della Squadra Mobile, a seguito di un’attività info-investigativa, hanno intercettato un’utilitaria sospetta nella zona industriale etnea. Alla guida vi era il 31enne, volto già noto agli operatori per un controllo avvenuto il mese precedente. Alla vista dell’alt, l’uomo non si è fermato: ne è scaturita una fuga precipitosa durante la quale il fuggitivo ha speronato l’auto di servizio, danneggiandola, per poi lanciarsi a folle velocità verso il centro città. Giunto nel quartiere di San Cristoforo, l’uomo ha abbandonato il veicolo riuscendo a dileguarsi a piedi tra i vicoli.
La perquisizione del mezzo abbandonato ha svelato il motivo di tanta audacia: sui sedili posteriori erano visibili 10 panetti di cocaina (circa 11 kg), ma un’ispezione più approfondita ha permesso di scoprire due vani occulti ricavati sotto i sedili e il pianale, contenenti altri 28 panetti. In totale, la Polizia ha sequestrato oltre 44 chilogrammi di cocaina, insieme a due passaporti panamensi appartenenti al fuggitivo.
Nelle ore successive, nel tentativo di inquinare il quadro indiziario, la compagna dell’uomo ha sporto una denuncia per il furto dell’auto. Una mossa che, nell’ipotesi investigativa, si è rivelata un boomerang: gli investigatori, accertata la simulazione di reato, hanno attirato il ricercato negli uffici della Squadra Mobile con il pretesto di restituire il veicolo e i documenti “ritrovati”. Presentatosi in Questura, l’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto nel carcere di Piazza Lanza. Il GIP ha successivamente convalidato la misura cautelare.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
