Meloni aiuti e strigliata ai vertici: “Basta liti sulla pelle dei siciliani”
La Premier richiama all’unità istituzionale e traccia la road map per l’emergenza: sostegno agli sfollati e ripristino dei servizi essenziali.
Un messaggio chiaro, diretto, che non lascia spazio a interpretazioni: «Basta liti». È questo il diktat che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha lanciato durante la sua visita istituzionale in Sicilia, presiedendo i vertici operativi a Niscemi e Catania per affrontare la devastazione lasciata dal maltempo. Davanti al governatore Renato Schifani e al ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, la Premier ha chiesto di accantonare le ostilità e concentrarsi su una collaborazione fattiva, definendo i 100 milioni di euro stanziati come un «primissimo stanziamento» necessario per avviare lo stato di emergenza e i primi ristori.
La road map tracciata dal Governo è precisa. La priorità assoluta va agli sfollati, per i quali sono già attivi il supporto psicologico e le procedure per i sussidi economici abitativi, in attesa di soluzioni più stabili coordinate dal dipartimento Casa Italia. A Niscemi, dove la situazione è critica, si lavora incessantemente per il ripristino delle reti di gas e acqua e per la riapertura di scuole e strade provinciali, arterie vitali per il territorio.
Sul fronte economico, la risposta della Regione non si è fatta attendere. Il presidente Schifani ha annunciato l’arrivo imminente dei bandi per i ristori: i cittadini aventi diritto potranno contare su sostegni non inferiori a cinquemila euro. Inoltre, la giunta varerà provvedimenti per erogare, tramite l’Irfis, aiuti alle imprese colpite e contributi a fondo perduto per chi vorrà avviare attività commerciali nelle aree disastrate. Per i balneari, è stata confermata la sospensione dei canoni per l’anno in corso.
L’emergenza, tuttavia, ha scoperchiato il vaso di Pandora della fragilità territoriale siciliana. I dati Ispra e dell’Autorità di bacino sono allarmanti: il 90% dei comuni dell’Isola presenta aree a massimo rischio frana e, solo tra il 2018 e oggi, la percentuale di territorio a rischio è cresciuta del 20,2%. Una situazione che impone riflessioni profonde anche sul futuro urbanistico, tanto che per Niscemi si valuta l’ipotesi di una parziale delocalizzazione o addirittura la costruzione di una “new town” in aree sicure, con il sindaco di Gela che ha già offerto la disponibilità di terreni confinanti.
