Catania e Paternò, la scia di sangue che scuote l’Etna: un morto accoltellato e due giovani feriti a colpi di pistola

L’area etnea continua a vivere giorni segnati dalla violenza. Nelle ultime ore due episodi distinti hanno riportato all’attenzione nazionale il tema della sicurezza in Sicilia orientale: a Catania un uomo di 40 anni è stato ucciso a coltellate in pieno centro, mentre a Paternò, nella notte, una sparatoria ha lasciato a terra due giovani feriti.

L’omicidio di via Sturzo.
Mattinata di sangue a Catania. Un uomo di 40 anni è stato ucciso a coltellate in corso Sicilia, nei pressi di un supermercato. Secondo una prima ricostruzione, la vittima – che svolgeva l’attività abusiva di parcheggiatore – avrebbe avuto una lite con un altro parcheggiatore abusivo, di origine straniera. Lo scontro sarebbe degenerato e l’uomo sarebbe stato colpito ripetutamente con un coltello. Il quarantenne, già noto in zona per una vita ai margini fatta di espedienti e richieste di elemosina, è stato soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza in ospedale, dove è deceduto poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate. La tragedia si è consumata in via Luigi Sturzo, a pochi passi dalla zona della movida catanese.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, vedono impegnati congiuntamente Polizia di Stato e Carabinieri. Una persona sospettata di essere l’autore dell’accoltellamento è già stata individuata e la sua posizione è attualmente al vaglio degli investigatori. Gli inquirenti non escludono che alla base del delitto vi siano contrasti legati proprio all’attività di parcheggiatore. Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti gli agenti delle Volanti e la Polizia Scientifica per i rilievi. Intanto, la squadra mobile ha avviato accertamenti a tappeto, puntando soprattutto sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona, che potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

La notte di fuoco a Paternò.
A poche ore di distanza, la provincia è stata scossa da un altro grave fatto di sangue. Intorno alle due del mattino, nella periferia di Paternò, alcuni colpi di arma da fuoco hanno centrato due giovani, rispettivamente di 20 e 26 anni. Il primo, in condizioni più gravi, è stato trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania; il secondo è stato ricoverato al pronto soccorso di Paternò. Entrambi, secondo quanto trapela, sarebbero già noti alle forze dell’ordine. Anche in questo caso, l’episodio sarebbe maturato al culmine di una lite degenerata in sparatoria.

Sul posto sono intervenute le Volanti e la scientifica, che hanno repertato i bossoli e avviato indagini serrate per chiarire la dinamica dell’agguato. Non si esclude che i contrasti all’origine della sparatoria possano essere collegati a dinamiche criminali locali.

Un quadro inquietante.
L’omicidio di via Sturzo e la sparatoria di Paternò si inseriscono in un contesto già fortemente compromesso. Negli ultimi mesi Catania è stata attraversata da una serie di episodi armati che hanno visto locali e attività commerciali colpiti da colpi di pistola e raffiche di mitra, spesso con il chiaro intento di intimidire. Saracinesche crivellate, vetrine distrutte, decine di bossoli repertati: una sequenza che ha fatto parlare di “coprifuoco criminale” e che ha costretto le istituzioni a disporre servizi straordinari interforze nei quartieri più a rischio.

Ma se le pistolettate contro bar e tabaccherie erano lette come segnali della criminalità organizzata, oggi lo scenario appare ancora più cupo: non più soltanto intimidazioni, ma sangue vero, con un morto accoltellato e due ragazzi finiti in ospedale. Una spirale che alza il livello della tensione e riporta in primo piano il tema della sicurezza urbana.

La risposta dello Stato.
Dopo le ultime settimane di violenza, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha intensificato i controlli straordinari, con posti di blocco e pattugliamenti ad “alto impatto” disposti dal questore e che vedono impegnate Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. Quartieri come San Cristoforo, Librino e Trappeto Nord, ma anche le periferie dei comuni dell’hinterland come Paternò, sono presidiati giorno e notte. Una strategia che punta a riaffermare la presenza dello Stato, ma che finora non è riuscita a fermare l’escalation.