Porto Rossi, avviati i lavori di messa in sicurezza dopo il ciclone Harry

Porto Rossi, partiti i lavori di messa in sicurezza dopo i danni del ciclone Harry. Stanziati circa 900mila euro per recuperare le imbarcazioni affondate e ripristinare la costa.

È scattata la fase operativa per il ripristino del Porto Rossi a Catania. Dopo le gravi conseguenze causate dal ciclone Harry, il Dipartimento tecnico regionale ha avviato i primi interventi necessari a mettere in sicurezza l’area costiera e l’approdo. La delegazione, guidata dal dirigente generale Duilio Alongi in sostituzione del presidente della Regione Renato Schifani, ha effettuato il sopralluogo insieme ai tecnici del Genio civile e di Rete ferroviaria italiana, incontrando anche il fondatore storico del porticciolo, Pietro Rossi.

Le operazioni, eseguite dagli operai di Bc Costruzioni per conto dell’impresa aggiudicataria Idresia Infrastrutture srl, si concentrano sul tratto che collega il porticciolo a piazza Europa, gravemente danneggiato dalle mareggiate. Le barriere installate lungo i numerosi tratti crollati servono a proteggere gli strapiombi sul mare creati dalla furia degli eventi meteorologici di gennaio. Per superare l’interruzione stradale, il progetto prevede la realizzazione di un passaggio attraverso l’area di pertinenza delle ferrovie.

Il piano d’intervento, definito con procedura di somma urgenza ai sensi del Dlgs 36 del 2023, ha un valore complessivo vicino ai 900mila euro. L’importo specifico per i lavori nell’area del Porto Rossi è di 800mila euro, ridotti a circa 714mila euro netti grazie al ribasso dell’11 per cento offerto dall’impresa molisana. I tempi stimati per completare le opere sono di 150 giorni.

Duilio Alongi ha illustrato la strategia regionale: «Si tratta di un porticciolo che dà respiro al turismo con le imbarcazioni che riesce ad ospitare. La norma per l’emergenza ci consente di avviare subito i lavori e ci saranno eventuali altri stanziamenti». L’obiettivo primario è la bonifica del fondale. «Tiremo fuori tutte le imbarcazioni che sott’acqua creano anche problemi anche ambientali. Novecentomila euro complessivi, che non sono pochi: il presidente lo ha voluto con forza andando oltre i 500.000 € che di solito, utilizziamo per le emergenze in tutta la Sicilia».

Il cantiere mira al «ripristino e la messa in sicurezza del porticciolo previa rimozione di imbarcazioni o relitti danneggiati o affondati al fine di evitare eventuali rischi ambientali». La gestione tecnica è affidata all’architetto Alberto Vecchio, in qualità di responsabile del procedimento, e all’ingegnere Ignazio Antonio Cassaniti del Genio Civile, direttore dei lavori.