Carnevali di Sicilia: il bilancio di Acireale e Misterbianco e il valore storico di Paternò
Carnevale Paternò
Mentre Acireale e Misterbianco si preparano al gran finale del weekend, risuona l’eco della storica kermesse paternese, un tempo regina incontrastata della Valle del Simeto.
Il Carnevale in Sicilia non è solo una festa, ma una stratificazione di arte, satira e identità sociale che trova nelle pendici dell’Etna la sua massima espressione. Se oggi i riflettori sono puntati sulla cartapesta acese e sulle sete misterbianchesi, la memoria storica non può dimenticare il primato che fu di Paternò.
Il Martedì Grasso ha appena consegnato agli annali un’edizione straordinaria per il Carnevale di Acireale. Dopo un lungo braccio di ferro con il maltempo, i nove giganti di cartapesta hanno finalmente sfilato in tutto il loro splendore, esaltati da movimenti scenici complessi e un’illuminazione che trasforma ogni carro in uno show a cielo aperto. La kermesse acese, definita “il più bel Carnevale di Sicilia”, non si ferma qui: per recuperare le date perse a causa della pioggia, è stata annunciata un’appendice per sabato e domenica prossima, che culminerà con il tradizionale rogo di Re Burlone.
Poco distante, Misterbianco ha celebrato il successo della 39ª edizione del suo “Carnevale dei costumi più belli”, un evento che punta tutto sull’eccellenza sartoriale e sull’inclusione, portando la propria eleganza persino in Piazza San Marco a Venezia. Ma se oggi queste città si contendono lo scettro del turismo carnascialesco, un tempo il cuore pulsante del divertimento era Paternò. Per decenni, quello paternese è stato considerato il Carnevale più bello e coinvolgente della provincia: un evento caratterizzato dalle sfilate lungo la collina storica, dalla satira pungente e da una partecipazione popolare che non aveva eguali. La kermesse di Paternò era il punto di riferimento per l’intera Valle del Simeto, capace di unire la maestosità dei carri allegorici a una spontaneità festosa che molti oggi rimpiangono.
Tuttavia, mentre Acireale ha saputo trasformare la cartapesta in un’industria turistica e Misterbianco ha nobilitato il costume a pezzo d’arte, Paternò ha vissuto stagioni alterne, perdendo parte di quello smalto che la rendeva unica. Recuperare quella tradizione significherebbe restituire alla Sicilia un tassello fondamentale del suo mosaico culturale. In attesa di un rilancio in grande stile del Carnevale paternese, l’Isola si gode il finale scoppiettante di Acireale, dove domenica sera le fiamme avvolgeranno il Re, chiudendo un ciclo di festa che, nonostante le “torture” del maltempo, ha confermato la vitalità di una tradizione millenaria.
