Questura di Catania: sospensione della licenza per un centro scommesse a Librino
Stretta del Questore sulla sicurezza a Librino: sigilli a un centro scommesse trasformato in ritrovo per pregiudicati. Il provvedimento, scattato ai sensi dell’articolo 100 del TULPS, impone la chiusura per sette giorni dopo i ripetuti controlli della Polizia che hanno confermato la presenza assidua di soggetti legati alla criminalità organizzata.
Nuovo intervento della Polizia di Stato a Catania per garantire l’ordine pubblico e contrastare i luoghi di aggregazione della criminalità. In data 21 marzo 2026, il Questore ha disposto la sospensione temporanea delle autorizzazioni per un centro scommesse situato nel quartiere di Librino. Il provvedimento, notificato dagli agenti del locale Commissariato, prevede la chiusura della struttura per la durata di sette giorni, in applicazione delle prerogative previste dall’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
L’attività istruttoria, curata dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, ha fatto seguito a una serie di accertamenti mirati condotti dai poliziotti del Commissariato Librino. Nel corso di un significativo arco temporale, i controlli hanno evidenziato come l’esercizio fosse diventato un abituale ritrovo di soggetti con precedenti penali di particolare allarme sociale. Tra i frequentatori assidui sono stati identificati individui gravati da condanne o indagini per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati contro il patrimonio e traffico di sostanze stupefacenti.
La natura non occasionale di tali presenze ha indotto le autorità a intervenire per eliminare un potenziale rischio per la sicurezza dei cittadini e per esercitare una funzione dissuasiva nei confronti dei soggetti ritenuti pericolosi. La disposizione normativa mira a tutelare la comunità e a salvaguardare tutte le attività economiche che operano nel pieno rispetto delle regole, privando la criminalità di zone di “confort” e aggregazione nel territorio catanese.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
