Monsignor Scionti lascia la Cattedrale di Catania
Dopo vent’anni in Cattedrale, monsignor Barbaro Scionti saluta il popolo di Sant’Agata: da ottobre nuovo incarico a Mascalucia.
Un applauso lungo e commosso ha chiuso ieri mattina, nella Cattedrale di Sant’Agata, la celebrazione eucaristica di ringraziamento che ha segnato la fine del cammino pastorale di monsignor Barbaro Scionti. La notizia è riportata dal quotidiano locale La Sicilia. Dopo vent’anni di ministero dedicati alla Basilica e al popolo agatino, il sacerdote lascia Catania per un nuovo incarico a Mascalucia, dove guiderà le parrocchie di Chiesa Madre-Santuario Santa Maria della Consolazione e San Vito.
La messa e il saluto in una Cattedrale gremita
Ad ascoltare l’ultima omelia da parroco di monsignor Scionti c’erano autorità, collaboratori, sacerdoti e tanti fedeli, in una Cattedrale piena in ogni ordine di posto. Il religioso non ha nascosto l’emozione, sospesa fra «la gioia di andare e la nostalgia per quello che si lascia. Nulla si dimentica, ma tutto rimane nascosto nel cuore».
Il passaggio di consegne a don Salvatore Alì
Monsignor Scionti ha annunciato che il suo successore sarà don Salvatore Alì, che si insedierà il 6 ottobre con la benedizione dell’Arcivescovo. «Ora è il tempo delle consegne al mio successore, don Salvatore Alì al quale va il mio augurio, il mio affetto, il mio rispetto di canonico onorario della Cattedrale», ha detto, aggiungendo di essere certo che il nuovo parroco «farà molto bene con la collaborazione di quanti continueranno nel servizio e di quanti si aggiungeranno». Dopo alcuni giorni di riposo, farà il suo ingresso nelle due parrocchie di Mascalucia.
Il ricordo del popolo di Sant’Agata
Nel suo messaggio, monsignor Scionti ha ringraziato la comunità che lo ha accompagnato in questi anni: «Al popolo di Sant’Agata desidero dire un grande grazie perché mi ha dato la possibilità di conoscere, incontrare ed onorare la nostra amatissima Santa Patrona». Ha citato in particolare i volti incontrati alla Messa dell’Aurora e tra i devoti con e senza sacco, «un popolo in grande maggioranza buono e autentico, che merita rispetto e carità pastorale».
«Sono contento di fare la volontà di Dio»
Alle domande di chi gli ha chiesto se fosse contento della nuova destinazione, il sacerdote ha risposto senza esitazioni: «In tanti mi hanno domandato: sei contento? Sei stato degradato? Ho risposto: sono contento di andare e, se mi fosse stato chiesto, anche di rimanere». E ha aggiunto: «Sono contento di fare la volontà di Dio perché, ne sono certo, è per ogni cristiano e per un prete in particolare, la strada unica che conduce alla felicità intima e autentica di cui tutti abbiamo bisogno».
Un percorso iniziato nel 1990
Monsignor Scionti ha ripercorso le tappe del proprio ministero, cominciato con «l’obbedienza promessa nelle mani dell’arcivescovo, monsignor Luigi Bommarito, il 14 settembre 1990». Da lì gli incarichi a Tremestieri Etneo tra il 1989 e il 2000, poi a Pedara fino al 2006, quindi l’approdo a Catania, «dove Sant’Agata è diventata la parte predominante della mia vita». Guardando alla nuova tappa, ha concluso: «Con gli stessi sentimenti vado a Mascalucia, Città di Maria, sotto la protezione del giovane martire San Vito».
