Giornalistico L’Etna paralizza Fontanarossa: treni e bus speciali per i passeggeri bloccati

La cenere dell’Etna blocca Fontanarossa fino alle 11 del 12 agosto. La Regione attiva bus e treni speciali e annuncia investimenti su Comiso.

Aeroporto Catania chiuso Etna: stop ai voli fino alle 11 del 12 agosto

L’aeroporto Catania chiuso Etna: la nuova eruzione del vulcano e la conseguente emissione di cenere vulcanica in atmosfera hanno costretto la SAC, società di gestione dello scalo di Catania-Fontanarossa, a prolungare la chiusura degli spazi aerei corrispondenti alla nuvola a Sud-Ovest (settore C1) e a disporre la chiusura del settore B3. Tutte le attività di volo in partenza e in arrivo sono sospese fino alle ore 11:00 di domani, martedì 12 agosto. La SAC invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.

Bus e treni speciali: la risposta della Regione

La Regione Siciliana ha attivato una serie di misure per limitare i disagi. Lo ha comunicato direttamente il presidente Renato Schifani: «La Regione è intervenuta fin dalle prime ore dell’emergenza per garantire soluzioni alternative e ridurre al minimo i disagi per i passeggeri. Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili, rafforzando i collegamenti su gomma e su ferro verso gli altri aeroporti siciliani. Allo stesso tempo, questa emergenza conferma la necessità di potenziare ulteriormente il sistema aeroportuale dell’Isola e, in particolare, lo scalo di Comiso, sul quale abbiamo deciso di investire nuove risorse per aumentarne capacità e operatività».

Nel dettaglio, l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha spiegato che dall’inizio dell’emergenza sono già state organizzate «oltre 100 corse speciali di autobus, che si sono aggiunte ai collegamenti ordinari attivati dalle compagnie aeree da e per gli aeroporti di Palermo e Trapani». Predisposti anche «cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania», in collaborazione con Trenitalia.

C’è anche una misura per i passeggeri dirottati su Palermo: chi si trova in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania e viene instradato sul capoluogo siciliano «potrà utilizzare gratuitamente anche i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo, semplicemente mostrando il titolo di viaggio del volo».

Comiso: perché non basta come alternativa

Molti si chiedono perché lo scalo di Comiso, il più vicino geograficamente a Catania, non venga usato come aeroporto alternativo in queste situazioni. Aricò ha chiarito i motivi: «L’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, nonostante sia il più vicino geograficamente, non può rappresentare una soluzione alternativa in caso di emergenza legata all’attività dell’Etna in quanto non risulta idoneo ad assorbire il traffico dirottato dall’aeroporto di Catania. Lo scalo ibleo, infatti, dispone di sole sei piazzole di sosta per gli aeromobili, una capacità che non consentirebbe di gestire i volumi di traffico e il numero di aerei necessari».

La giunta decide: nuovi investimenti su Comiso

L’emergenza ha però accelerato una decisione politica. Nel corso della seduta odierna, la giunta regionale ha approvato all’unanimità, su proposta del presidente Schifani, un intervento strategico più ampio: individuare nuove risorse finanziarie, oltre a quelle già destinate all’area cargo, da investire nel potenziamento dello scalo di Comiso, con l’obiettivo di aumentarne capacità e operatività per il futuro.