Comune di Catania e Libera Terra: giornata di raccolta nell’agrumeto confiscato alla mafia

Giornata della legalità in contrada Jungetto: oltre cento alunni raccolgono le “arance della solidarietà” nell’agrumeto confiscato alla mafia. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato ai Beni confiscati del Comune di Catania insieme alla Cooperativa “Beppe Montana – Libera Terra”, ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e degli studenti dell’istituto alberghiero “Karol Wojtyla”; i frutti raccolti nel terreno sottratto ai clan sono stati donati all’Help Center della Caritas per sostenere le famiglie in difficoltà, trasformando un simbolo del potere criminale in una risorsa concreta per la giustizia sociale e l’educazione civica delle nuove generazioni.

Il vasto agrumeto di contrada Jungetto, lungo la statale 192, è stato teatro di un evento dal profondo significato civile e pedagogico. Un bene un tempo appartenente alla criminalità organizzata e oggi affidato alla Cooperativa Sociale “Beppe Montana – Libera Terra” è tornato a produrre frutti per la comunità, ospitando una mattinata di raccolta che ha coinvolto istituzioni e mondo della scuola in un’azione corale di riscatto territoriale.

Solidarietà e riutilizzo sociale

La manifestazione ha trasformato il lavoro agricolo in un gesto di vicinanza ai più fragili. Le oltre venti tonnellate di agrumi prodotte dai cinque ettari della piana catanese non sono state destinate al mercato, ma alla rete della solidarietà:

  • Donazione alla Caritas: le cassette colme di arance sono state consegnate all’Help Center per la distribuzione capillare tra le parrocchie del territorio.
  • Filiera della legalità: ogni frutto è stato contrassegnato con i loghi del Comune di Catania e della Cooperativa, a suggellare il patto tra istituzioni e società civile.
  • Contributo degli studenti: i ragazzi dell’istituto “Karol Wojtyla” hanno curato l’accoglienza, preparando spremute fresche con il raccolto del fondo confiscato.

Il messaggio delle istituzioni

Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Enrico Trantino, l’assessora Viviana Lombardo, il prefetto Pietro Signoriello e il presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella. Il primo cittadino, impegnato personalmente nella raccolta, ha ribadito come la valorizzazione dei beni sottratti ai clan rappresenti la nascita di un’economia sana, capace di onorare la memoria di figure come Beppe Montana, il funzionario di polizia ucciso dalla mafia a cui è intitolata la cooperativa.

L’assessora Lombardo ha sottolineato l’importanza di restituire alla collettività ciò che la violenza mafiosa aveva sottratto, mentre Alfio Curcio, presidente della Cooperativa, ha evidenziato il valore simbolico del gesto: vedere i giovani operare su una terra strappata ai clan è la dimostrazione tangibile che il cambiamento e il riscatto della Sicilia sono obiettivi possibili e concreti.