Catania: la Squadra Mobile cattura ex dirigente della Penitenziaria latitante da gennaio
Fine della latitanza per l’ex dirigente della Penitenziaria, arrestato dalla Polizia nel cuore di Librino. Il funzionario cl. 56, condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa, si nascondeva in un appartamento abusivo all’ottavo piano dello stesso stabile in cui risiede la famiglia.
La Polizia di Stato di Catania ha posto fine alla fuga di un ex dirigente della Polizia Penitenziaria, già in servizio presso il carcere di Catania Bicocca. L’uomo, un 68enne originario del catanzarese, è stato colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Distrettuale a seguito di una condanna definitiva a 10 anni di reclusione per i reati di corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento, reso esecutivo nei primi giorni di gennaio, era rimasto inizialmente inapplicato a causa dell’irreperibilità del condannato.
La rete di sorveglianza e la dichiarazione di latitanza
Le ricerche, condotte dalla Sezione Catturandi della Squadra Mobile etnea, si erano inizialmente estese anche al territorio calabrese senza dare esito positivo, spingendo la Procura a richiedere e ottenere la formale dichiarazione di latitanza. L’attività investigativa è stata coordinata dal Servizio Centrale Operativo e si è avvalsa di sofisticati presidi tecnici e di un monitoraggio costante degli spostamenti dei nuclei familiari del latitante.
Il blitz nel bunker abusivo di Librino
Nella notte dello scorso 12 aprile, la svolta: gli agenti hanno individuato il nascondiglio situato proprio nello stesso indirizzo di residenza dell’ex funzionario, nel quartiere di Librino. Circondato l’edificio, gli operatori hanno fatto irruzione in un appartamento occupato abusivamente all’ottavo piano dello stabile. Qui il latitante è stato sorpreso su un divano letto, all’interno di un ambiente arredato in modo spartano con pochi mobili e suppellettili.
Trasferimento nel carcere di Agrigento
Dopo la cattura, l’ex funzionario è stato condotto presso gli uffici della Questura per le formalità di rito. Al termine delle procedure di identificazione e notifica, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Agrigento, dove dovrà scontare la pena residua stabilita dalla sentenza passata in giudicato. L’operazione segna un importante risultato nel contrasto alle infiltrazioni criminali e alla corruzione all’interno delle istituzioni penitenziarie.
