Catania, controlli straordinari della Polizia: sanzioni per 18.800 euro e sequestri di droga e alimenti
Maxi blitz interforze a Catania: sequestrata mezza tonnellata di cibo e scoperte dosi di droga a San Giovanni Galermo. La Polizia di Stato ha setacciato il centro storico e le periferie, colpendo l’abusivismo commerciale con sanzioni per quasi 19 mila euro e recuperando cocaina e marijuana grazie al fiuto delle unità cinofile.
Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha coordinato una vasta operazione di controllo che ha interessato il quartiere di San Giovanni Galermo e diverse zone del centro storico, tra piazza dei Martiri e piazza Galatea. L’attività, finalizzata a garantire la salute dei consumatori e a contrastare la criminalità diffusa, ha visto la collaborazione delle Volanti, della Squadra Cinofili, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e della Polizia Locale.
Giro di vite sull’abusivismo commerciale
Il monitoraggio ha riguardato 60 persone, tra venditori ambulanti di ortofrutta e gestori di minimarket. Gli accertamenti sulle autorizzazioni comunali hanno fatto emergere gravi irregolarità, tra cui l’assenza di licenze per la vendita di alimenti, la mancanza di requisiti professionali e l’occupazione abusiva di suolo pubblico. Il bilancio complessivo delle sanzioni elevate ammonta a 18.800 euro. Contestualmente, è scattato il sequestro amministrativo di 500 kg di prodotti ortofrutticoli e agrumi privi di tracciabilità. Una volta accertata l’idoneità al consumo, la merce è stata devoluta in beneficenza ad enti caritatevoli.
Droga nei palazzoni di via Capo Passero
Parallelamente ai controlli annonari, la Squadra Cinofili ha setacciato le aree sensibili di San Giovanni Galermo, già note per la presenza di piazze di spaccio. Il contributo dei cani-poliziotto è stato determinante per individuare, nascosti nelle aree comuni dei complessi edilizi di via Capo Passero, ben 260 grammi di marijuana e 70 grammi di cocaina suddivisi in buste. L’operazione conferma il costante presidio del territorio volto a scardinare i canali di rifornimento della criminalità locale.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Chiunque voglia esercitare il diritto di replica può farlo nei modi e nei termini previsti dalla legge.
