Tremore vulcanico Etna su valori alti: allerta F1
Il 13 agosto 2026 l’Etna è in piena attività: lava nella Valle del Bove, cenere dal Voragine e scatta la fase di allarme F1 con zona sommitale interdetta.
Tremore vulcanico Etna ancora alto, scatta la fase di allarme F1
Il tremore vulcanico dell’Etna non mostra segni di calo. Nel pomeriggio del 13 agosto 2026 l’Osservatorio etneo dell’Ingv ha diffuso un aggiornamento che descrive una situazione ancora in piena evoluzione, con il tremore vulcanico Etna in risalita, attività esplosiva crescente al cratere Voragine e fronti lavici in avanzata nella Valle del Bove. Nel frattempo il Dipartimento regionale di Protezione civile ha attivato la fase operativa di «Allarme» per il passaggio «a livello F1 Etnas», con «alta probabilità di fontane di lava». La zona sommitale è stata interdetta.
Fronti lavici oltre Rocca Capra, a quota 1340 metri
L’attività effusiva prosegue dalle bocche eruttive a quota 2750 metri e a quota 1900 metri. È cessata invece quella a quota 2090 metri. I fronti lavici più avanzati, riconducibili alla bocca di quota 1900 m, alle 11:45 avevano raggiunto quota 1340 metri, appena oltre Rocca Capra, nella Valle del Bove. Al momento non risultano centri abitati minacciati direttamente dalle colate in movimento.
La Valle del Bove rappresenta storicamente uno dei percorsi preferenziali per la discesa delle colate laviche sul fianco orientale dell’Etna. La sua conformazione morfologica funge da contenimento naturale, rallentando l’avanzata verso le aree abitate a valle. Questo fattore contribuisce a ridurre il rischio immediato per la popolazione, anche nelle fasi di maggiore intensità eruttiva come quella in corso.
Cenere dal Voragine verso il quadrante meridionale
A partire dalle 18:55 si è registrato un incremento significativo dell’attività esplosiva al cratere Voragine, con emissione di cenere che si disperde nel quadrante meridionale. L’Ingv non fornisce al momento indicazioni su eventuali ricadute al suolo. Il fenomeno è monitorato in continuo, con le autorità locali e l’aeroporto di Catania-Fontanarossa tenuti costantemente aggiornati sull’evoluzione della dispersione dei prodotti vulcanici in quota, in coordinamento con i servizi di protezione civile regionali e nazionali.
Il picco del tremore tra le 14 e le 17
Sul fronte sismico, dal mezzogiorno l’ampiezza media del tremore ha mostrato un chiaro incremento, restando nell’intervallo dei valori alti. Il picco massimo è stato registrato tra le 14 e le 17. In serata il tremore presentava ancora modeste oscillazioni, stabile su valori elevati, senza alcuna regressione rilevata.
I tecnici dell’Ingv aggiornano i bollettini in tempo reale attraverso l’Osservatorio etneo di Catania. Il monitoraggio in continuo riguarda sia i parametri sismici sia l’attività effusiva ed esplosiva, con più bocche eruttive simultaneamente attive. L’evoluzione nelle prossime ore sarà determinante per stabilire se l’episodio in corso tende a stabilizzarsi o a intensificarsi ulteriormente, anche in relazione al mantenimento delle misure di interdizione della zona sommitale già disposte dalla Protezione civile regionale.
