Arrestato per furto rame in struttura dismessa

L’uomo aveva scavalcato la recinzione e staccato quasi 4 chili di materiale. Quarto arresto in dieci giorni nella stessa zona

SORPRESO A STACCARE I CAVI DI RAME DAL MURO DI UNA STRUTTURA ABBANDONATA 35ENNE ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO

Bloccato con coltello e cavi appena strappati

Un uomo di 35 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Catania mentre rubava cavi di rame all’interno di una struttura sanitaria dismessa. L’intervento è scattato nel pomeriggio, quando una pattuglia della squadra volanti stava effettuando controlli di routine nella zona e ha ricevuto la segnalazione al numero unico d’emergenza 112 da parte di un cittadino.

Il presunto ladro aveva scavalcato la recinzione esterna della struttura abbandonata e si era introdotto nei locali interni, dove aveva iniziato a staccare i cavi elettrici dalle pareti utilizzando un coltello. Gli agenti, giunti rapidamente sul posto, lo hanno sorpreso mentre era ancora intento nell’operazione e lo hanno intimato di gettare l’arma.

Recuperati quasi quattro chili di materiale

Dopo averlo bloccato, i poliziotti hanno recuperato quasi 4 chili di cavi in rame, ancora rivestiti dalla guaina isolante, appena sradicati dal muro. Il materiale è stato posto sotto sequestro come corpo del reato. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura sanitaria oggetto del furto è stata ripetutamente presa di mira nelle ultime settimane da chi tenta di appropriarsi di materiali ferrosi e rame, particolarmente appetibili per il valore sul mercato nero. Il fenomeno dei furti di rame rappresenta una criticità ricorrente per le forze dell’ordine, soprattutto negli edifici abbandonati e nelle aree industriali dismesse.

Serie di arresti nella stessa area

Quello di ieri non è un episodio isolato. Negli ultimi dieci giorni, la Questura di Catania ha bloccato e arrestato quattro persone per furti simili nella medesima zona, due delle quali sono finite agli arresti domiciliari. La serie di interventi è stata resa possibile anche grazie alle segnalazioni tempestive dei residenti, che hanno collaborato attivamente con le forze dell’ordine.

L’intensificazione dei controlli nel quadrante ha consentito di sventare diversi tentativi di depredazione del complesso abbandonato, dove i malviventi cercano di asportare cavi, tubature e ogni componente metallico rivendibile. La collaborazione tra cittadini e polizia si conferma uno strumento efficace nella prevenzione e nel contrasto della microcriminalità predatoria.

Giudizio per direttissima e custodia cautelare

Dopo l’arresto, il Pubblico Ministero di turno è stato informato dell’accaduto e il 35enne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa del giudizio per direttissima. Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha applicato nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere.

Ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva.