Addio a Enrica Bonaccorti: si è spenta a 76 anni la signora della tv e della scrittura

Addio a Enrica Bonaccorti: la conduttrice e autrice si è spenta a Roma all’età di 76 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia. Volto iconico della televisione italiana, ha segnato un’epoca con garbo, ironia e una straordinaria vena letteraria.

Il mondo della cultura e dello spettacolo piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti. L’annuncio della sua morte, avvenuta a Roma, lascia un vuoto profondo in quel pubblico che l’aveva seguita fin dagli esordi tra teatro, radio e televisione. Elegante, colta e mai banale, la Bonaccorti ha vissuto gli ultimi mesi circondata dall’affetto della figlia Verdiana, la sua “roccia”, affrontando con estrema dignità un tumore al pancreas che l’aveva colpita nel 2025. I funerali si terranno domani, alle ore 15, nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.

Nata a Savona nel 1949 e cresciuta tra Genova e la Sardegna, Enrica era orgogliosa delle sue radici e di quella famiglia di donne laureate che definiva un “gineceo”. Autrice di testi immortali per Domenico Modugno, come La lontananza e Amara terra mia, considerava la scrittura il suo vero rifugio. «Scrivere mi ha fatto tanta compagnia. Ho guadagnato i primi soldi scrivendo, mi sono comprata da sola il giradischi e la Vespetta», amava ricordare, sottolineando come la solitudine notturna fosse il suo momento prediletto per dare vita alle parole.

La sua carriera televisiva è stata costellata di successi storici, ma anche di momenti difficili. Dal trionfo di Pronto, chi gioca?, dove sostituì con coraggio Raffaella Carrà sotto la guida di Gianni Boncompagni, fino all’iconico Cruciverbone di Non è la Rai. La sua professionalità si era formata accanto a Mino Damato a Italia sera, un percorso giornalistico che le aveva conferito quel rigore che mantenne in ogni conduzione, da I fatti vostri a Buona domenica.

Nella fase finale della sua vita, aveva scelto di condividere sui social il percorso della malattia, rompendo il silenzio con pudore ma anche con una ritrovata fiducia nella ricerca scientifica. «Ho speranza nella scienza, che ha fatto passi avanti incredibili. Il sentirmi circondata da così tanto affetto mi ha restituito uno sguardo verso il futuro». Nonostante la tempra e l’ottimismo, il male ha avuto il sopravvento, ma resta il ricordo di una donna che ha saputo essere figlia e madre con onestà, senza mai rinunciare alla propria libertà intellettuale.